Ci sarebbe un network dietro l’attacco di lunedì sera a Manchester. Sette persone, sono state arrestate nella città inglese, tra cui una donna e il fratello maggiore dell’attentatore, mentre il padre e il fratello minore, Hashem, sono stati fermati in Libia. Quest’ultimo avrebbe confessato di essere un affiliato dell’Isis e di essere stato a conoscenza dei piani di Salman Abedi. Poco prima dell’arresto, il padre aveva invece sostenuto l’innocenza del figlio. Continuano le perquisizioni: all’alba gli agenti hanno fatto brillare un ordigno  nella zona di Moss Side. Il New York Times ha pubblicato oggi le foto della bomba, un dispositivo rudimentale nascosto sotto una maglietta o nello zaino, che l’uomo avrebbe azionato grazie a un detonatore che teneva nella mano sinistra. Per ragioni di sicurezza, ieri è stato cancellato il cambio della guardia a Buckingham Palace, mentre domenica non ci sarà la festa per lo scudetto del Chelsea. 

“Stiamo indagando su una rete organizzata”, ha affermato il capo della polizia Ian Hopkins, mentre il ministro dell’Interno Amber Rudd ha dichiarato che Abedi era appena rientrato dalla Libia e, probabilmente, era stato anche più volte in Siria. Rudd ha anche espresso “irritazione” per le ripetute fughe di notizie sulle indagini in corso da parte dell’intelligence Usa, cui gli 007 inglesi potrebbero ora rilasciare meno informazioni. 

(com.unica, 25 maggio 2017)

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