Una nuova tragedia nelle acque del Mediterraneo: 34 persone sono state recuperate in mare dopo il naufragio di un barcone diretto verso l’Italia, con a bordo circa 500 migranti. Secondo quanto si è appreso il barcone si è piegato su un fianco e oltre 200 migranti sono finiti in acqua. Il pronto intervento delle navi Fiorillo della Guardia Costiera e Phoenix del MOAS ha consentito di trarre in salvo la maggior parte dei migranti caduti in acqua.Tra le vittime ci sarebbero anche bambini: pare una decina, secondo fonti dei soccorritori. Il naufragio è avvenuto a largo del porto di Zuara, a circa 30 miglia dalle coste libiche. In queste ore sono ancora in corso le ricerche di altre persone finite in acqua, ma si temono numerosi dispersi. Le operazioni sono coordinate dalla centrale operativa di Roma della Guardia Costiera: in zona stanno operando nave Fiorillo, della stessa Guardia Costiera, un rimorchiatore e una nave di una organizzazione non governativa. 

Intanto la Guardia costiera libica ha bloccato 237 migranti su due barconi 12 miglia al largo di Sabratah, a ovest di Tripoli. Lo segnala un messaggio diffuso dal portavoce della Marina libica, l’ammiraglio Ayob Amr Ghasem. L’operazione in cui una motovedetta ha potuto “arrestare e salvare” i migranti è avvenuta alle 12 di ieri, ha riferito il portavoce precisando che fra gli arrestati – provenienti da Libia, Marocco, Africa subsahariana e Bangladesh – ci sono 20 donne e 15 bambini. Mentre i due battelli venivano scortati verso terra, i loro motori si sono rotti ed è stato necessario far intervenire un rimorchiatore. L’arrivo in porto è avvenuto quindi solo alle 19 e “i migranti illegali”, dopo aver ricevuto “l’aiuto umanitario e medico necessario”, sono stati consegnati al “centro di accoglienza di Al Nasr facente capo all’Autorità della lotta contro l’immigrazione clandestina di Zawiya”, è scritto nel testo.

(com.unica, 25 maggio 2017)

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