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È chiamata “guerra seduta” o “strana guerra”, o anche “guerra comica” e se preferite, specialmente in Italia, “guerra fittizia”. Una guerra non guerra perché si combatté solo con piccole scaramucce nel periodo immediatamente dopo l’invasione tedesca della Polonia.

Nonostante le dichiarazioni di guerra alla Germania da parte di Francia e Inghilterra non vi furono grosse operazioni militari dopo il 1 settembre 1939; i tedeschi preparavano lo sfondamento della “linea Maginot” mentre gli alleati francobritannici pensavano ad armarsi il più possibile grazie agli aiuti dell’America che però ufficialmente dichiarava la propria neutralità. Poi, improvvisamente a partire dal 10 maggio 1940 fu l’inferno e nel giro di due settimane i tedeschi si impadronirono del Belgio e dei Paesi Bassi e, sbaragliando il grosso delle armate francesi, si aprirono la strada per Parigi dopo che il 25 maggio 1940 costrinsero alla fuga via mare a Dunkerque il grosso della spedizione britannica in Francia.

Viene ricordata come la battaglia di Dunkerque ed è considerata in Gran Bretagna come una vittoria morale perché nonostante la pesante sconfitta gli inglesi riuscirono a sottrarre alla prigionia gran parte dei 400.000 uomini del corpo di spedizione che però nella fuga lasciarono tutto l’arsenale militare di cui disponevano.

Diverse sono le interpretazioni della riuscita evacuazione delle truppe britanniche da Dunkerque e ancora in tanti sostengono che l’improvviso e inaspettato arresto delle panzer divisioni nella marcia verso il porto francese al di qua della Manica ordinato da Hitler fosse dettato dalla volontà di aiutare un accordo di pace. Come sappiamo le cose andarono diversamente e purtroppo per l’Italia a Dunkerque si gettarono le basi per l’entrata in guerra del nostro paese al fianco della Germania ritenuta, dopo la fuga inglese e la definitiva caduta della Francia, sicura vincitrice del conflitto.

(Franco Seccia/com.unica, 25 maggio 2017)

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