Resta di 22 vittime il bilancio dell’attacco terroristico di Manchester, dove un kamikaze si è fatto esplodere all’uscita dell’arena gremita per un concerto di Ariana Grande. Le forze dell’ordine hanno reso noto il nome dell’attentatore: Salman Abedi, 23 anni libico-inglese, già noto alla polizia. L’uomo avrebbe agito da solo, ma ieri sono state fermate tre persone. L’Isis ha rivendicato la strage (Reuters). Il terrorista, iscritto alla facoltà di Economia, era appena rientrato da un viaggio in Libia, ha rivelato ieri un suo amico al Times. Salman Abed, nato in Gran Bretagna da genitori fuggiti dal regime di Gheddafi, potrebbe aver quindi preparato l’attacco di lunedì sotto la guida jihadista. Gli inquirenti stanno cercando di verificare se l’aabbia ricevuto un training in un campo jihadista in Libia, dove Isisi e al-Qaeda si sono alleati per combattere le forze governative. «I libici sono una componente molto importante della comunità musulmana di Manchester. Odiavamo i Gheddafi», spiega all’inviato del Corriere della Sera il 61enne Mohammad Abdul Malek, imam di origine tripolina direttore della «Muslim Youth Foundation», la cui sede dista poche centinaia di metri dal luogo della strage. Sui due milioni e mezzo di abitanti nella zona della «Grande Manchester», circa 300.000 sarebbero musulmani e tra questi 16.000 risulterebbero libici. “Io, come tanti tra noi – afferma – sono un seguace dei Fratelli Musulmani, che è il nostro movimento più importante”.

Il clima che si respira in tutta la Gran Bretagna è di grande preoccupazione. Il premier britannico, Theresa May, ha annunciato che il livello di allerta terrorismo in Gran Bretagna è stato elevato da “grave” a “critico”, parlando di possibili nuovi attentati imminente. Verranno schierati 5mila militari nelle maggiori città del Paese (Guardian).

Condanne unanimi per quanto avvenuto a Manchester sono arrivate da tutto il mondo. Il Consiglio dei saggi musulmani, “sotto la direzione del Grande Imam di Al-Azhar, ha condannato fortemente l’esplosione terrorista”. “È un attacco all’Europa”, ha detto il premier Paolo Gentiloni . Un vertice antiterrorismo è stato convocato al Viminale, anche se il livello di rischio non cambia. L’Italia blinderà circa 1.500 tra concerti e festival previsti durante l’estate.

(com.unica, 24 maggio 2017)

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