Dopo le rivelazioni del Washington Post sulle informazioni riservate condivise da Trump con la Russia, anche il New York Times attacca: il presidente avrebbe chiesto all’ormai ex direttore dell’Fbi, James Comey, di non continuare a indagare sui rapporti tra il suo consigliere per la sicurezza nazionale di allora, Michael Flynn, e Mosca. L’accusa, scrive il Nyt, è contenuta in un memo che Comey avrebbe redatto dopo un incontro con Trump. La Casa Bianca nega le accuse, ma per molti questo potrebbe essere solo l’inizio della “vendetta” dell’ex direttore dell’Fbi.

Fossero confermate le accuse per Trump potrebbe configurarsi il reato federale di “ostruzione alla giustizia” (Washington Post). Intanto alcuni candidati per la successione di Comey come direttore dell’Fbi, hanno declinato l’offerta (Reuters). Per quanto riguarda invece le presunte rivelazioni di materiale top secret a Mosca, Trump ha spiegato che “come presidente volevo condividere con la Russia (durante un incontro alla Casa Bianca programmato pubblicamente), cosa che ho il diritto assoluto di fare, fatti relativi al terrorismo e alla sicurezza del volo aereo. Ragioni umanitarie, inoltre voglio che la Russia rafforzi notevolmente la sua lotta contro l’Isis e il terrorismo”. Il presidente degli Stati Uniti ha postato la propria difesa su Twitter sottolineando il suo diritto ad agire in questo modo. 

La fonte delle informazioni condivise da Trump, però, sarebbe Israele, il quale non avrebbe mai dato alla Casa Bianca il permesso di diffonderle (New York Times). Una mossa che potrebbe danneggiare pesantemente i rapporti di intelligence con i paesi alleati di Washington (Times of Israel). Il consigliere per la sicurezza nazionale, il generale H. R. McMaster, ha definito “inappropriato” il comportamento di Trump. Diversi politici, anche del Partito Repubblicano, esigono spiegazioni dal presidente. Secondo il blogger conservatore Erick Erickson una delle fonti del Washington Post sarebbe una persone interna all’amministrazione Trump. E avrebbe rivelato le informazioni allo scopo di “dare una scossa” al presidente.

(com.unica, 17 maggio 2017)

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