La Juve è grande ed Allegri è il suo profeta (battuto il Monaco per 2-1). La vittoria non basta all’Atletico, (2-1 sul Real Madrid) e gli uomini di Zidane sfideranno i bianconeri il 3 giugno.

La Juventus ha liquidato, iei sera, il Monaco per 2-1 ed è diventata la prima finalista di Champions League. Reti di Mandzukic e Alves. Di Mbappé il goal dei monegaschi. I bianconeri, con l’accesso in finale di Champions League per la seconda volta negli ultimi tre anni, assaporano il gusto della gloria eterna. Cardiff, sede dell’atto conclusivo che andrà in scena il 3 giugno al National Stadium of Wales, è realtà. Picco massimo di crescita – tattica e mentale – adesso la Vecchia Signora è alla ricerca di una gioia che manca da ventuno anni. Rispetto allo schieramento sceso in campo a Montecarlo, Allegri propone un solo cambio: Khedira, al rientro dalla squalifica, al posto di Marchisio. Sistema a geometria variabile per l’allenatore livornese, base 4-2-3-1 ma con diverse sfumature, assetto composto da Buffon in porta; Barzagli, Bonucci, Chiellini e Alex Sandro in difesa; Khedira e Pjanic in mezzo al campo; Dani Alves, Dybala e Mandzukic alle spalle di Higuain. Jardim, alla ricerca dell’impresa dopo il ko rimediato al Louis II, s’affida a Subasic tra i pali; Raggi, Glik, Jemerson nel pacchetto arretrato; Sidibé, Joao Moutinho, Bakayoko e Mendy nella linea metodista; Bernardo Silva dietro Mbappé e Falcao. Pubblico delle grandi occasioni per il big match dello Juventus Stadium: coreografia mozzafiato, “time for Cardiff” in barba alla scaramanzia, a fornire scariche di adrenalina. Khedira, per un problema muscolare, è costretto a lasciare anzitempo la gara, al suo posto Marchisio. Higuain e Mandzukic a sfiorare il vantaggio e, proprio il croato, la sblocca con un tocco sotto porta. Dani Alves, con coraggio e qualità, a realizzare la rete del game over per il Monaco. Secondo tempo di pura gestione zebrata, pure nelle rotazioni, Mbappé a siglare la marcatura della bandiera per gli ospiti.

La remuntada non è riuscita: l’Atletico Madrid batte 2-1 il Real Madrid nella semifinale di ritorno di Champions League 2017, ma non basta. Gli uomini di Zidane, forti del 3-0 dell’andata, staccano il pass per la finalissima di Cardiff del prossimo 3 giugno. Intensissimo sul piano fisico, il derby di questa sera l’hanno indirizzato e orientato subito il gol firmato da Saul Niguez e il rigore trasformato da Griezmann (forse con un doppio tocco). Insomma, dopo appena 16’, l’Atletico di Simeone ballava sull’orlo del sogno, a una sola rete dal miraggio dei tempi supplementari. Del resto il Madrid sbandava specie psicologicamente: Sergio Ramos e Varane lasciavano voragini davanti a Torres e a Griezmann; Kroos e Casemiro non riuscivano a indovinare un’idea; e a Cristiano Ronaldo mancava lo spazio per inventare. Max Allegri avrà preso nota, questo è sicuro. Per larghi tratti, comunque, l’Atletico si è dedicato solo ad attentare alla salute degli avversari. Entrate dure, gomitate, spallate. Poi, però, dimezzato lo svantaggio, il Madrid ha giocato con una maggiore autorevolezza. Ha gestito il ritmo – anche grazie alle parate di Navas – ed è decollato verso il Galles. Cercherà di arrivare là dove nessuno mai è arrivato: a conquistare la Champions League per due stagioni di fila.

(Francesco Buono/com.unica, 9 maggio 2017)

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