Il direttore del Fbi, James Comey, è stato licenziato ieri su suggerimento del segretario generale alla Giustizia, Jeff Sessions, dopo che la stessa agenzia aveva contestato alcune delle dichiarazioni dello stesso Comey riguardo al caso delle email di Hillary Clinton. Comey stava anche indagando sui legami tra Trump e Putin. Nella lettera di licenziamento, Trump ha scritto “di essere grato a Comey per averlo più volte avvisato delle indagini sui legami tra lui e la Russia” (Vox). Diversi parlamentari ora chiedono l’istituzione di un procuratore speciale che faccia chiarezza sui presunti rapporti tra il presidente e Mosca per evitare che chi indaga possa finire “nel mirino” di Sessions, anche lui coinvolto nell’inchiesta. La stessa richiesta viene dal New York Times, ma dev’essere un’inchiesta imparziale, anche se ora rischia di essere sempre più difficile.

La notizia del licenziamento ha raggiunto il diretto interessato a Los Angeles dove si trovava per incontrare alcuni dipendenti dell’agenzia. Comey ha accolto incredulo la notizia, come se si trattasse di uno scherzo come uno scherzo e ha continuato a rivolgersi ai dipendenti e stringere mani. Poi però gli è stato chiesto di recarsi nella stanza accanto e lì si è reso conto che il suo licenziamento era reale e la sua comunicazione era stata affidata al suo staff. James Comey e’ il secondo direttore dell’Fbi nella storia americana a essere licenziato. L’ultimo licenziamento risale agli anni 1990, quando alla Casa Bianca c’era Bill Clinton e alla guida dell’Fbi William S. Sessions, nominato da Ronald Reagan. Dopo il 1972, con la fine dei 48 anni di carica di J. Edgar Hoover, il direttore dell’Fbi e’ nominato dal presidente americano per un incarico della durata di 10 anni, previa conferma da parte del Senato.

(com.unica, 10 maggio 2017)

Share This: