[ACCADDE OGGI]

Giornale radio 9 maggio 1978: “…ore 14 e 18 minuti, ripetiamo, la notizia non è ancora ufficiale da parte delle forze dell’ordine e della magistratura, si sta accertando ancora l’identità del corpo trovato in via Caetani al centro di Roma. … C’è ancora un flash dell’agenzia Ansa che dice che è stato confermato che il corpo dell’on. Moro è stato ritrovato nell’R4 in via Caetani”. L’Italia così apprese ufficialmente intorno alle 14,30 di quel martedì di trentotto anni fa la notizia della uccisione per mano delle brigate rosse e del rinvenimento del cadavere di Moro, dopo 55 giorni di ansie, di diatribe politiche sulle trattative da intraprendere nel tentativo di salvargli la vita come ogni domenica invocava Papa Paolo VI da San Pietro.

Ma perché alle 14,30, due ore dopo la telefonata che rivendicava l’avvenuta esecuzione del presidente democristiano da parte dei brigatisti rossi? Perché l’R4 che conteneva nel portabagagli il corpo di Moro raggiunse indisturbata la centralissima via Caetani vicinissima alle sedi della DC e del PCI in un Roma blindata e non fu immediatamente ispezionata stante il racconto di alcuni testimoni che affermarono di averla vista parcheggiata fin dalle prime ore del mattino? E ancora perché come da denunzia del giudice Ferdinando Imposimato fu dato ordine alla polizia di allontanarsi da via Montalcini dove il Moro era tenuto prigioniero?

Le risposte non le avremo mai come lo stesso Moro scrisse. In una lettera a Zaccagnini che aveva preso il suo alla guida della DC ricorda le responsabilità “…del Partito Comunista, il quale, pur nella opportunità di affermare esigenze di fermezza, non può dimenticare che il mio drammatico prelevamento è avvenuto mentre si andava alla Camera per la consacrazione del Governo che m’ero tanto adoperato a costituire”; e alla moglie in una delle sue ultime lettere dice “…Siamo ormai credo al momento conclusivo… Resta solo da riconoscere che tu avevi ragione… vorrei restasse ben chiara la piena responsabilità della DC con il suo assurdo e incredibile comportamento… si deve rifiutare eventuale medaglia… c’è in questo momento un’infinita tenerezza per voi… uniti nel mio ricordo vivere insieme… vorrei capire con i miei piccoli occhi mortali come ci si vedrà dopo. Se ci fosse luce sarebbe bellissimo”. Ma la luce ancora non c’è e l’intera vicenda del sequestro e dell’assassinio di Aldo Moro è avvolta dalle fitte nebbie dei misteri italiani.

(Franco Seccia/com.unica, 9 maggio 2017)

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