A sei giorni dal ballottaggio per le presidenziali in Francia, in occasione dei cortei del primo maggio, i sindacati francesi hanno espresso la loro posizione in vista del voto. I riformisti hanno dichiarato il loro appoggio al candidato di En Marche! Emmanuel Macron in funzione anti Le Pen. Quelli più a sinistra, invece, che non vogliono essere associati al programma liberista dell’ex ministro dell’Economia, hanno manifestato solo la propria opposizione alla leader del Front National. A Parigi, durante il corteo che celebrava la festa dei lavoratori, sei poliziotti sono rimasti feriti negli scontri.

I candidati hanno organizzato due comizi in concomitanza con le manifestazioni sindacali. Marine Le Pen si trovava a Villepinte, a nord della Capitale. Dal palco ha lanciato accuse a Macron, definendolo “nemico del popolo” e “uomo del mondo della finanza”. Durante il suo comizio a Parigi, il centrista le ha risposto accusando il FN di essere il “partito anti-Francia”. Parlando del suo programma elettorale, Macron ha detto che non ritirerà la controversa riforma del lavoro che porta il suo nome, dopo che il leader della sinistra radicale francese, Jean-Luc Melenchon, gli aveva fatto questa richiesta in vista del voto di domenica. Parlando della politica comunitaria ha dichiarato che se l’Ue non farà delle riforme esiste il rischio di una “Frexit” (Bbc).

(com.unica, 2 maggio 2017)

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