Mentre il segretario di stato americano Rex Tillerson ha incontrato a Mosca il presidente russo Vladimir Putin, certificando il “basso livello di fiducia” tra i due Paesi dopo il bombardamento in Siria, Donald Trump si è rimangiato le sue critiche alla Nato – “avevo detto che era obsoleta, non lo è più” – e ha accusato la Russia di essere a conoscenza dell’utilizzo di armi chimiche da parte di Assad (da Trump definito “animale”) contro il suo popolo (New York Times). Ieri Mosca ha bocciato la nuova bozza di risoluzione Onu sull’uso delle armi chimiche di Damasco. Dopo l’incontro con Tillerson, il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha detto che entrambi i Paesi sono d’accordo sul fatto che la priorità in Siria sia quella di combattere lo Stato islamico. Incontrando a Washington il segretario generale delle Nazioni Unite Jens Stoltenberg, Trump ha sottolineato l’importanza del Patto atlantico di fronte alla minaccia del terrorismo. 

C’è poi l’altro fronte caldissimo, quello della Corea del Nord. Il presidente americano ha ribadito che gli Stati Uniti sono pronti ad affrontare la crisi con la Corea del nord anche senza l’aiuto della Cina. Ma il presidente cinese Xi Jinping lo frena: “Serve una soluzione pacifica” (Repubblica). E in un’intervista concessa al Wall Street Journal, Donald Trump cambia idea anche sulla Cina: “Non è un manipolatore di valuta”, dice il presidente prima di parlare di “dollaro troppo forte” e dirsi aperto alla possibilità di rinominare Janet Yellen alla presidente della Federal Reserve.

(com.unica, 13 aprile 2017)

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