In un reportage del Guardian la brutalità dell’attacco con il gas nervino. La testimonianza dei sopravvissuti. 

Gli Stati Uniti, alle 4 e 40 ora siriana, hanno lanciato 59 missili Tomahawk contro installazioni militari e una base siriana vicino a Homs, sospettata di essere coinvolta nel raid con armi chimiche di martedì. Il presidente Trump ha confermato di aver ordinato il bombardamento e ha invitato “le nazioni civili a unirsi all’America per far cessare il massacro in Siria”. L’annuncio della rappresaglia contro Assad è stato dato ieri sera alle 9,40 dalla sua residenza di Mar-a-Lago. “Il dittatore siriano Bashar al Assad – ha detto Trump – ha lanciato un orribile attacco chimico sui civili innocenti. Usando il mortale gas nervino, ha soffocato le vite di uomini, donne e bambini indifesi. È stata una morte lenta e brutale per così tante persone. Anche bei bambini sono stati crudelmente assassinati in questo attacco molto barbarico. Nessun figlio di Dio dovrebbe soffrire un simile orrore”.  Poi l’appello: “Stasera invito tutte le nazioni civili ad unirsi a noi nel cercare la fine del massacro e dello spargimento di sangue in Siria, e anche la fine del terrorismo di tutti i tipi. Speriamo che finché l’America difenderà la giustizia, la pace e l’armonia prevarranno, alla fine”. La Russia e Assad hanno immediatamente reagito e condannato l’attacco missilistico: “Atto di aggressione”, e hanno chiesto la riunione urgente dell’Onu. Appoggio a Trump da Israele e Gran Bretagna.

Tre autopsie hanno confermato l’uso di armi chimiche da parte del regime di Assad nell’attacco di martedì. Trentadue persone colpite durante il raid sono state portate in Turchia e tre sono successivamente morte. Lo ha detto il ministro della Giustizia turco Bekir Bozdag ai giornalisti. Il governo siriano intanto continua a negare di aver ordinato il raid, mentre gli alleati russi hanno accusato i ribelli.

Un reportage del Guardian dal villaggio di Khan Sheikhoun colpito dai raid aerei ha descritto quello che è avvenuto attraverso le testimonianze dei sopravvissuti, parenti delle vittime e alcuni feriti che fornito dettagli precisi che hanno permesso di far luce su un attacco aereo che ha rifocalizzato l’attenzione sulla brutalità della guerra siriana. “È stato come il giorno del giudizio”, ha detto Hamid Khutainy, un volontario della protezione civile a Khan Sheikhun. Alcuni testimoni hanno riferito che i raid aerei sono cominciati poco dopo le 6.30 di martedì, con quattro attentati in tutto il paese. Inizialmente hanno pensato che fosse solo un altro attacco aereo come ce ne sono stati tanti in passato, fino a quando i primi soccorritori arrivati sul luogo colpito non hanno cominciato crollare a terra. “Ci hanno detto che stavano per svenire ma non avevamo idea di quello che stava realmente accadendo”. Poi qualcuno ha gridato: ‘vieni a salvarci, non possiamo più camminare’.  Hanno descritto una scena di orrore sul luogo dell’attacco. I feriti erano a terra in stato di agitazione e in preda a convulsioni, con la bava alla bocca, le labbra blu, in uno stato di semi-coscienza. “Ho trovato bambini a terra, che esalavano i loro ultimi respiri, con le loro labbra che diventavano sempre più blu”, ha detto Abu al-Baraa, che vive nelle vicinanze e si è precipitato per fornire aiuto non appena si è reso conto della portata della tragedia. In piedi di fronte al cratere lasciato dal missile, ha poi aggiunto: “La gente era sui tetti e nei sotterranei, molti in strada e o vunque c’erano esseri umani morti.” L’inviato del Guardian ha visitato anche una struttura medica completamente distrutta. La gente del posto ha detto che aerei da ricognizione erano stati avvistati in cielo già prima. C’erano macerie dappertutto. All’interno, attrezzature ospedaliere, letti, strumenti chirurgici e piccole scatole della medicina coperti di polvere o rotti a terra. Non c’erano armi in vista, e le camere al buio, senza elettricità.

(com.unica, 7 aprile 2017)

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