Donald Trump ha firmato due ordini esecutivi con l’obiettivo di combattere gli “abusi nel commercio estero” dei partner degli Stati Uniti: “Siamo in una guerra commerciale. Il mio messaggio è chiaro: da oggi in poi chi viola le regole deve sapere che subirà le conseguenze”, ha detto il capo della Casa Bianca nel firmare i due provvedimenti. L’obiettivo dei due decreti è indagare le cause del deficit commerciale Usa (500 miliardi di dollari) e contrastare le pratiche scorrette di alcuni Paesi, in particolare la Cina, che vendono sottocosto i loro prodotti, il cosiddetto dumping. “Con me finirà l’era in cui c’è chi ruba la prosperità dell’America con le politiche commerciali”, ha proseguito il presidente americano (che aveva al suo fianco il segretario al commercio Wilbur Ross e il vicepresidente Mike Pence) durante la firma dei provvedimenti nello Studio Ovale della Casa Bianca. La firma arriva a pochi giorni dall’incontro tra Trump e il presidente cinese Xi, che sarà negli Usa il 6 aprile, un incontro che si annuncia molto difficile. 

Sul tema dei dazi prese dall’esecutivo è intervenuto ieri il leader delle imprese Usa John Hopkins: ‘Noi abbiamo tre milioni di aziende che faranno sentire la loro voce, la Casa Bianca dovrà ascoltarle’. ‘La governance del commercio fa fatica a stare al passo con la globalizzazione ed è minacciata da tendenze protezioniste senza precedenti’, avvertono gli industriali dal B7 Italy, nel vertice delle ‘confindustrie’ dei Paesi G7, nella dichiarazione finale alla presidenza in previsione del vertice di Taormina. Alcune aziende, come la Piaggio, intanto studiano le contromosse. Intervistato dal Corriere della Sera, il numero uno della società italiana produttrice della Vespa, Roberto Colaninno, commenta così la decisione dell’amministrazione Usa: “Le guerre commerciali e valutarie non fanno bene a nessuno”. Piaggio produce le Vespe anche in Vietnam. “E non è ancora chiaro se questi nuovi dazi colpiranno il marchio e i codici che identificano i prodotti o il Paese che li produce – afferma Colaninno. Perché se fosse una misura contro il Paese, noi potremmo aggirarla facilmente vendendo in America le Vespe prodotte in Vietnam”.

(com.unica, 1 aprile 2017)

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