La Vespa, l’acqua San Pellegrino, il formaggio francese, le moto svedesi. Secondo il Wall Street Journal, Donald Trump è pronto a lanciare la sua offensiva protezionista introducendo dazi che potrebbero raggiungere il 100% del valore dichiarato dei singoli prodotti. La mossa di Trump sarebbe in realtà il frutto di una vecchia guerra commerciale tra Usa e Europa sull’importazione di manzo americano trattato con ormoni. Già da alcuni mesi infatti i produttori di carne Usa avevano richiesto all’allora amministrazione Obama di prendere iniziative di ritorsione nei confronti dell’Unione europea per le mancate importazioni di carne dagli Stati Uniti. Il Ttip – l’accordo di libero scambio tra Usa e Ue oggetto di negoziato – doveva essere la sede per trovare un compromesso. Ora – scrive oggi il Sole 24 Ore –  il fronte potrebbe riaprirsi e alcune aziende americane temono già possibili ritorsioni della Ue. 

Per Rampini di Repubblica questa guerra commerciale annunciata non sarà affatto una guerra pulita: “Il protezionismo, quando arriverà ad avere effetti, sarà una guerra asimmetrica. Nelle fasi iniziali, non tutte le parti in guerra subiranno svantaggi. Saranno gli altri Paesi a pagare il prezzo prima di restituire il colpo agli Stati Uniti”. Per ora, comunque, siamo ancora alle indiscrezioni. La Commissione Ue segue la situazione e attende una mossa formale. Il premier Gentiloni commenta: “La qualità non ha frontiere” (La Stampa). Roberto Colaninno, numero uno di Piaggio (ieri giù in borsa), azienda produttrice della Vespa, avverte: “La esporteremo in Vietnam” . Anche Facebook Italia attacca la svolta protezionista. L’export italiano, scrive Repubblica, vale più di 40 miliardi di euro. Ecco perché le possibili mosse di Trump fanno paura. Gli Stati Uniti sono il nostro primo partner per esportazioni nette, con scambi in crescita. La meccanica è il settore maggiormente interessato, insieme a moda, mezzi di trasporto, alimentare. L’export potrebbe crescere di oltre 10 miliardi nei prossimi due anni, ma le possibili barriere di Trump lo mettono a rischio. Per fortuna, scrive Federico Fubini sul Corriere, l’Italia non è sola e può proteggersi con lo “scudo” dell’Ue.

(Sebastiano Catte, com.unica  31 marzo 2017)

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