Istituito nel 1935, più grande mercato ittico del mondo di trova in una parte centrale di Tokyo, precisamente tra la famosa Ginza, dove il terreno costa cifre iperboliche, e il fiume Sumida. Il complesso occupa una forza lavorativa di oltre 65.000 persone e gestisce oltre 500 varietà di pesce preveniente da ogni parte del pianeta.

Il precedente governatore della metropoli nipponica, il Sig. Shintaro Ishihara, fece dichiarare gli impianti decadenti e stabilì lo spostamento di questo complesso di oltre due chilometri sulla costa, su di una appezzamento di terreno sottratto al mare mediante il riutilizzo dei rifiuti nella parte sud del quartiere di Koto, stanziando, nello stesso tempo, la cifra necessaria. Ma alcuni ritengono, però, che per prima cosa sia necessario tenere presente, a parte le strutture datate, che il mercato ittico occupa attualmente una delle aree più prestigiose dell’intera nazione e dove il costo per metro quadrato del terreno raggiunge cifre iperboliche. Sul nuovo terreno destinato al mercato ittico sono incominciati i lavori per la costruzione dei nuovi impianti per opra delle ditte risultate vincenti le gare di appalto del governatorato che per la bonifica del territorio in questione ha esborsato oltre un miliardo di dollari americani.

Come previsto, tutto il personale, gli uffici, gli esercenti hanno cominciato a far le valige e pensare a andare nella nuova sede, trasloco previsto per novembre 2016… Nel frattempo le elezioni della metropoli hanno portato alla carica un “nuovo volto”, la Sig.ra Yuriko Koiche, l’attuale governatrice, la quale, trattandosi del mercato del pesce, alimento sovente consumato crudo dai giapponese, ha ordinato all’ufficio d’igiene un’ultima analisi. Il terreno è risultato non bonificato in quanto i campioni prelevati hanno mostrato chiaramente elementi tossici presenti quali mercurio e benzene con valori di gran lunga superiori al massimo nazionale consentito.

La governatrice, che ha seri problemi per contenere i costi della previste Olimpiadi del 2020, ha immediatamente bloccato il trasferimento che ormai aveva – come anche la costruzione del nuovo stadio olimpico – sforato il budget previsto, con il rischio di gonfiare ulteriormente causa l’impossibilità di aprire una strada di collegamento tra il centro e il villaggio olimpico che dovrebbe sorgere sempre nell’area di Koto.Tutt’ora il problema rimane irrisolto e implicazioni politiche e, soprattutto, finanziarie rischiano di complicare la situazione, anche per le decisioni prese dal governatore precedente.

(Eliano Fiore/com.unica 31 marzo 2017)

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