Proteste anche in altre città della Russia contro la corruzione. Arrestato il blogger Aleksej Navalny, uno dei maggiori oppositori di Putin.

Ieri in varie città della Russia si sono svolte manifestazioni contro la corruzione nel Paese. Circa 8 mila persone hanno partecipato a Mosca, 3mila a San Pietroburgo. Ad averli radunati, il blogger e oppositore del governo Aleksej Navalny, fermato dalla polizia nel corso della protesta a Mosca. Navalny è stato incriminato per aver violato l’articolo 20.2 del codice amministrativo russo che regola le procedure per organizzare manifestazioni e cortei. La polizia lo ha caricato su un pulmino della polizia e la folla ha assaltato il pulmino urlando “fascisti, liberatelo”. Sono circa 900 le persone che sono state tratte in arresto durante la manifestazione (Guardian). 

Le autorità hanno minimizzato, il Cremlino ha definito la manifestazione una “provocazione illegale”. Navalny aveva chiesto di raggiungere la via “alla spicciolata” e poi incamminarsi sui marciapiedi “in senso antiorario”. Ma le manifestazioni non hanno riguardato solo Mosca. Il blogger ha infatti indetto manifestazioni in “100 città della Russia” per protestare contro la corruzione. Sono stati segnalati disordini a Vladivostok  e su Twitter è comparso un video dove si vedono i manifestanti assiepati intorno a una stazione di polizia per ottenere il rilascio di uno dei partecipanti.

Le proteste di ieri sono la maggiore dimostrazione dell’insoddisfazione pubblica dalle manifestazioni anti-Cremlino del 2011 e 2012 – scrive oggi il New York Times. Lo stesso quotidiano ha sottolineato come il giro di vite della polizia a Mosca possa complicare gli sforzi del presidente americano Trump di tener fede alle promesse di “andare d’accordo” con Putin. Nel partito repubblicano non sono disposti a fare ulteriori sconti al capo della Casa Bianca. Il senatore Ben Sasse, repubblicano del Nebraska, ha dichiarato ieri che il governo degli Stati Uniti non può tacere sulla repressione della Russia su manifestanti pacifici. “La libertà di parola per noi è tutto e gli americani si aspettano che i nostri leader definiscano teppisti coloro che calpestano i diritti umani fondamentali di parola, stampa, di riunione e di protesta.” In Europa una voce dissonante arriva dai soliti putiniani di casa nostra. Matteo Salvini, intervistato dalla Stampa, ha affermato che la polizia ha fatto bene a intervenire in quanto la manifestazione non era autorizzata. “È l’ennesima montatura mediatica” ha aggiunto. Ancora non sono arrivate dichiarazioni dal M5S, che negli ultimi tempi non ha fatto mancare il sostegno allo zar di Mosca. Ecco come si è espresso solo due mesi fa il comico leader maximo del movimento: “Putin uomo di stato forte, di cui la politica internazionale ha bisogno”.

(com.unica, 27 marzo 2017)

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