Con le dimissioni di Renzi da segretario, il Pd guarda spaccato al futuro (e alle elezioni), mentre il governo lavora a una riforma su taxi, Uber e bus low cost e, entro aprile, dovrà correggere i conti bocciati dall’Ue. 

I fuoriusciti del Pd Enrico Rossi, Roberto Speranza e Arturo Scotto hanno lanciato Articolo 1 – Movimento democratici e progressisti, che punta su giovani e lavoro. Il nuovo gruppo, che conta 50 parlamentari, alle urne potrebbe arrivare al 9% secondo un sondaggio riportato dal Corriere della Sera.  Sulla spaccatura nel Pd è intervenuto ancora Walter Veltroni, questa volta con un’intervista al padre fondatore del quotidiano Eugenio Scalfari  “La rottura è da irresponsabili” ribadisce l’ex segretario del partito. “La scissione in corso mi sembra la scissione dell’atomo: ci sono già quattro partiti di sinistra. Sia il Movimento 5 Stelle sia la destra di Salvini, hanno più voti (specie se alleati tra loro) di quanti possa averne un esponente del centrosinistra e questo è il capolavoro che si è creato attraverso questa situazione che ha portato ad una lacerazione del Pd. Era la prima volta in Italia che si riusciva a costruire la convergenza delle strutture progressiste e democratiche e dovevamo conservarla. Tutti dovevamo conservarla, chi ha fatto la scissione e chi doveva fare molto di più per impedirlo. Questa è la mia opinione e per questo sono andato a parlare nell’assemblea del partito”.

Renzi intanto sembra mostrarsi disponibile ad accettare la sfida del M5s sull’eliminazione delle pensioni ad hoc per deputati e senatori. L’obiettivo è anche quello di contribuire a far durare più a lungo la legislatura senza essere accusato di voler salvaguardare i privilegi. E al Messaggero l’ex premier annuncia il suo piano per il welfare con l’introduzione del “lavoro di cittadinanza”. Il testo dei Cinque Stelle, in realtà, sembra riprendere in sostanza proprio il concetto già ipotizzato dal dem Matteo Richetti nella sua proposta. Il punto è che nel Pd, su questo tema, sono in molti ad avere dubbi, per usare un eufemismo, e il sospetto di molti è che la mossa sia stata pensata proprio per spaccare i democratici (La Stampa). Spiega Marco Di Maio, uno dei firmatari della proposta Richetti: «La loro proposta si incrocia con la nostra, si può trovare un terreno di confronto in Commissione. Anche se immagino che lo scopo principale sia mettere in difficoltà il Pd, come ogni cosa che fanno».  

Sul fronte governativo, sempre secondo La Stampa il ministro dell’Economia Padoan sarebbe pronto a dare le dimissioni se non verrà messo in campo “un Def coraggioso, capace di accelerare le riforme”. E chiede “privatizzazioni ben fatte, decontribuzioni strutturali per i nuovi assunti, una scuola veramente formativa”. “Il nostro problema – ha spiegato Padoan ai suoi collaboratori – non è tanto la correzione di aprile, ma se siamo in grado di ripartire con una strategia di riforme incisive”. 

(com.unica, 26 febbraio 2017)

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