Alla Conservative Political Action Conference (Cpac), il più grande raduno annuale degli attivisti conservatori, Donald Trump ha ribadito con vigore i suoi cavalli di battaglia: la lotta alle fake news, la stretta sull’immigrazione, il muro col Messico (“lo faremo prima del previsto”), la cancellazione dell’Obamacare, l’attacco all’intelligence e l’America first. Il discorso del presidente è stato sottoposto a un fact-checking da parte del Washington Post, che ha riportato un elenco di ben 13 affermazioni false o fortemente dubbie. Lo stesso prestigioso quotidiano da giorni passa in rassegna le dichiarazioni del nuovo inquilino della Casa Bianca a partire dal suo insediamento. Il team di “controllori” del WP hanno registrato nei primi 33 giorni di amministrazione ben 132 affermazioni fallaci del neo presidente. La decisione di fare le pulci a Trump è stata così motivata: “Spesso ripete le stesse affermazioni fallaci anche se sono state smascherate”, si legge sul sito del giornale. Per questo, “per tenere il passo con la retorica di Trump” si è deciso di raccogliere in un’unica pagina le dichiarazioni “sospette” dei suoi primi 100 giorni da presidente. Gli argomenti su cui il WP ha colto in fallo il presidente sono l’immigrazione (24 volte), primati biografici (17 volte) e l’occupazione (17 volte).

I giornalisti di Cnn, New York Times, The Hill, Los Angeles Times, Politico, Daily Mail e BuzzFeed sono stati esclusi da un briefing ristretto convocato da Sean Spicer, portavoce del presidente Donald Trump. L’Associated Press e il Time hanno deciso di boicottare “per solidarietà” il briefing. Tra le testate ammesse invece Nbc, Abc, Fox e Cbs. I corrispondenti della rete tv più famosa nel mondo, la Cnn, sono stati esclusi dall’odierna conferenza stampa alla Casa Bianca. “Inaccettabile”, commentano in diretta sui loro schermi i reporter del network televisivo specializzato nell’informazione 24 ore su 24, che divenne molto popolare all’inizio degli anni ’90 ai tempi della prima Guerra del Golfo. L’esclusione – scrive oggi Federico Rampini su Repubblica – viene interpretata come una ritorsione dopo l’ultimo scoop di alcuni media (tra cui la stessa Cnn) sulla Putin-connection: la rivelazione che l’Fbi ha subito pressioni dalla Casa Bianca per “auto-censurarsi” sui legami tra diversi collaboratori di Trump e i servizi segreti russi. 

La Russia replica alla presa di posizione del presidente americano su un nuovo riarmo e sull’ampliamento dell’arsenale nucleare. “Non si può ammettere il dominio di una sola potenza. Se Washington procederà, il mondo tornerà alla guerra fredda, con il rischio di una catastrofe globale”, ha detto il presidente della Commissione Esteri della Duma Slutzky.

(com.unica, 25 febbraio 2017)

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