Negli ultimi mesi è tornato di attualità il tema del mecenatismo culturale, grazie anche al cosiddetto art bonusuna misura di incentivazione fiscale introdotta dal Mibact nel 2014 e resa permanente dalla legge di Stabilità del 2016. In quest’ambito, si sta delineando una nuova figura di donatore 3.0, che usa il web come canale per effettuare donazioni, anche di piccole somme, mostrandosi sempre più partecipe alla vita culturale della comunità, un tempo stimolato, in prevalenza, da cause sociali o umanitarie.

In tale contesto si guarda con crescente interesse al crowdfunding: uno strumento capace di coniugare il fundraising con forme di partecipazione e condivisione di progettualità spesso innovative. Per illustrarne i suoi vantaggi e le concrete potenzialità è stato promosso il convegno dal titolo “Il crowdfunding per la Cultura, tra fundraising e marketing”, promosso dall’Associazione Civita, previsto per giovedì 23 febbraio alle 10.00 presso la Sala Gianfranco Imperatori della stessa Associazione. Nel corso dell’evento, che sarà moderato da Marilena Pirrelli, giornalista di ArtEconomy24-Il Sole 24Ore, sarà presentato il volume “Il crowdfunding nel settore culturale e creativo”, curato dal Centro Studi dell’Associazione Civita e edito da Marsilio Editori, dedicato al tema del crowdfunding artistico-culturale e volto a diffonderne la conoscenza e la prassi.

Il crowdfunding culturale, pur oggetto di un crescente interesse è ancora poco conosciuto e non sempre si riscontra una piena consapevolezza circa le strategie più efficaci da adottare nei singoli casi tale da trasformare questo “fenomeno alla moda” in un reale ed efficiente canale di finanziamento alternativo – e non solo complementare – rispetto al contenuto pubblico. L’indagine condotta da Civita rileva che il crowdfunding costituisce un’autentica opportunità per tutti gli operatori del settore culturale: da un lato, i promotori dei progetti dispongono di un canale di finanziamento e commercializzazione aggiuntivo rispetto a quelli di promozione pubblici tradizionali; dall’altro, i promotori culturali, grazie alle piattaforme di crowdfunding e alla loro natura di “collettrici di idee”, possono contare su un quadro d’insieme interessante riguardo ai progetti che vengono via via lanciati. Quale modello di finanziamento dal carattere partecipativo, il crowdfunding permette di favorire inoltre l’interazione fra i promotori di un progetto ed un vasto pubblico di individui interessati ed attenti, consentendo loro, oltre che di prendere parte al finanziamento della cultura, di accompagnare attivamente lo sviluppo di un progetto culturale e di maturare, in tal modo, una maggiore e più ampia consapevolezza in merito alle modalità con cui contribuire a dare nuovo slancio all’industria del settore. Come testimoniano gli esperti e i rappresentanti di alcune fra le principali piattaforme e campagne del settore che interverranno in occasione dell’incontro, il crowdfunding, oltre che una puntuale ed efficace strategia di comunicazione digitale, presuppone una base solida nelle comunità che intende coinvolgere: gruppi di individui consapevoli e uniti su obiettivi e modalità attraverso le quali perseguirli.

Dopo i saluti Gianni Letta, Presidente Associazione Civita, e l’introduzione di Emmanuele Francesco Maria Emanuele, Vice Presidente dell’Associazione, Alfredo Valeri, Responsabile attività di ricerca Centro Studi Associazione Civita, presenterà l’indagine. Quindi, moderati da Marilena Pirrelli, interverranno Angelo Rindone, Fondatore e CEO Produzioni dal basso; Jessica Tanghetti, Fondatrice e CEO BeArt; Marcella Logli, Direttore TIM Corporate Shared Value e Direttore Generale Fondazione TIM- WithYouWeDo; Andrea Albanese, Social Media Marketing e Digital Communication advisor; Mauro Felicori, Direttore Reggia di Caserta – La Reggia Collection; Antonio Augugliaro, Editor e regista – Io sto con la sposa; e Costanza Zaino, Responsabile crowdfunding Fondazione Michelucci – Innesto creativo.. In quest’ambito, si sta delineando una nuova figura di donatore 3.0, che usa il web come canale per effettuare donazioni, anche di piccole somme, mostrandosi sempre più partecipe alla vita culturale della comunità, un tempo stimolato, in prevalenza, da cause sociali o umanitarie.

(com.unica, 19 febbraio 2017)

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