Il presidente degli Stati Uniti si difende dalle accuse sui suoi legami con Mosca, critica duramente i media durante una conferenza stampa e sottolinea di essere stato già “molto efficace” nei pochi giorni passati alla Casa Bianca (Washington Post). Washington frena decisamente per quanto riguarda i rapporti con Mosca. Ieri ha parlato ieri anche Jim Mattis, segretario del Pentagono, che ha negato qualunque forma di collaborazione militare con la Russia. Intervenendo al G20 di Bonn, in Germania, il ministro della Difesa americano Rex Tillerson ha detto che gli Stati Uniti non intendono andare contro gli interessi degli alleati”, e ha invitato Mosca a rispettare gli accordi di Minsk e a demilitarizzare l’Ucraina.

Secondo Bloomberg c’è da aspettarsi un atteggiamento diverso anche da parte di Putin nei confronti dell’amministrazione Usa. Il Cremlino avrebbe ordinato ai media russi di parlare con meno benevolenza di Trump: diversi alti funzionari si sarebbero convinti che l’Amministrazione americana non sarà così amichevole come pensato. Sempre ieri la Nato ha fatto sapere che aumenterà il dispiegamento di navi nel Mar Nero per addestramento, esercitazioni e ‘situation awareness'” con una funzione di coordinamento della Forza navale stanziale per operare assieme alle altre forze alleate. La mossa è stata definita da Putin “una provocazione”, un tentativo di “trascinarla in uno scontro” mentre alcuni stati membri dell’Alleanza Atlantica provano a “interferire negli affari interni del Paese per destabilizzare la situazione politica e sociale”.

Si apprende intanto che c’è preoccupazione all’interno delle agenzie di intelligence Usa sull’attivismo sfrenato del capo della Casa Bianca: addirittura pare che alcune di queste non rivelerebbero al presidente informazioni sensibili temendo fughe di notizie, scrive il Wall Street Journal. Trump annuncia: “Gli esseri spregevoli responsabili delle fughe di notizie saranno catturati”.

(com.unica, 17 febbraio 2017)

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