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E il mio sangue innocente versato Plachi l’ira del cielo sdegnato, Non richiami sull’Anglia spergiura Il flagello d’un dio punitor.” È l’ultimo dolce e straziante canto nell’opera di Donizetti di Maria Stuarda prima di raggiungere il patibolo. Nella realtà era l’8 febbraio dell’anno 1587 quando la quarantacinquenne regina di Scozia Mary Stuart fu decapitata per volontà della cugina Elisabetta I Tudor regina dell’Inghilterra calvinista.

Maria Stuarda era nata cattolica e tale rimase fino alla sua morte. Nella storia ci si ricorderà di lei anche per il fatto di essere stata proclamata  regina a soli 6 giorni di vita e incoronata con una sfarzosa cerimonia quando aveva appena nove mesi. Ma nonostante i titoli, regina di Scozia, di Inghilterra e di Francia, non esercitò mai il potere regale e non solo a causa della sua giovane età, ma, anche e soprattutto per le continue divergenze tra legittimisti e restauratori sulla linea della discendenza dinastica della casa del leone che comportarono le continue ingerenze straniere, che, utilizzando la questione religiosa, miravano ad impadronirsi del suo regno.

Si tramanda la sua immagine di donna bellissima, di una altezza incredibile per la sua epoca, con un viso angelico e dal carattere dolcissimo. Esattamente il contrario della sua cugina Elisabetta, sgraziata, dai lineamenti mascolini, altezzosa  e superba. Ma Elisabetta diventò la grande regina che fece inginocchiare dinanzi al suo trono l’intero mondo mentre Maria Stuarda guardava gli eventi che si accavallavano travolgendola dietro le sbarre di una prigione dorata dove per quasi vent’anni fu tenuta prigioniera dalla perfidia della cugina che non paga la fece condannare a morte accusandola  di tradimento.

Una storia la sua che attraverso i secoli ha ispirato grandi scrittori, poeti e cineasti a cimentarsi nel raccontare la vita di questa regina a cui il destino sarà tremendamente avverso. Offrì la sua testa al boia in quel lontano 8 febbraio 1587 con regale piglio e con animo mistico di una fede che le faceva sopportare il martirio. Quando l’esecuzione fu ultimata un brivido di paura prese gli astanti che videro muoversi le vesti che avvolgevano  il corpo di Maria Stuarda mentre la sua bellissima testa rotolava  davanti ai piedi del boia,  si trattava del suo amato cagnolino che aveva accompagnato la sua padrona al patibolo. Il figlio di Maria Stuarda la “traditrice” divenne re d’Inghilterra col nome di Giacomo Stuart, ma era di fede protestante. L’attuale regina Elisabetta II è una discendente di Maria Stuarda

(Franco Seccia/com.unica, 8 febbraio 2017)

* Nel dipinto in alto la dama di compagnia Jane Kennedy benda la regina Maria Stuarda prima della decapitazione (di Abel de Pujol).

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