Da New York alla California, 16 Stati hanno presentato presso la Corte d’appello di San Francisco un documento in cui si schierano con il ricorso degli stati di Washington e Minnesota contro il bando. La decisione dei giudici sull’abrogazione o meno del decreto è attesa a ore (Cnn). Il dipartimento di Giustizia ha sollecitato la Corte d’appello federale a ripristinare il decreto dicendo che era necessaria un’azione immediata per garantire la sicurezza del nazione. La sentenza quasi certamente sarà seguita da un ricorso alla Corte suprema, scrive il Nyt.

Novantasette aziende tecnologiche, tra cui Apple, Facebook, Google, Microsoft, Twitter e Uber, hanno firmato una petizione a supporto della causa all’esame dei giudici di San Francisco: il decreto danneggia loro e tutta l’economia americana, visto che 200 delle 500 maggiori imprese Usa sono state fondate da immigrati o dai loro figli. Il decreto di Trump “infligge un danno significativo agli affari americani, all’innovazione e alla crescita” (Bloomberg). Sono stati i lavoratori a spingere le aziende all’opposizione, scrive il Nyt. Sul piede di guerra anche il mondo dell’arte. La protesta interessa anche i musei, e parte dal MoMa di New York, che ha iniziato un parziale riassestamento della collezione permanente a beneficio delle opere di artisti provenienti dai paesi oggetto della restrizione (Independent).

Un altro fronte caldo è quello dell’Obamacare, sul quale Trump ha fatto sentire la sua voce anche ieri, affermando che ci vorrà più tempo del previsto per smantellarlo. Lo ha detto in un’intervista alla Fox, ripresa dai media americani che sottolineano il cambiamento di rotta rispetto alle promesse elettorali di smobilitare immediatamente la legge sull’assistenza sanitaria fortemente voluta dall’ex presidente Barack Obama. “Forse ci vorrà qualche tempo, fino al prossimo anno”, ha detto Trump, sottolineando che il lavoro è partito ma che l’Obamacare è “complicato” e assicurando comunque che la sua amministrazione lo sostituirà con un sistema migliore. “Bisogna ricordare che l’Obamacare non funziona, per questo stiamo mettendo in campo un piano meraviglioso”.

Dalla base aerea militare di Tampa, in Florida, il presidente afferma che la sua amministrazione sosterrà fermamente la Nato ma chiede che tutti i membri dell’alleanza partecipino al finanziamento, “cosa che non tutti stanno stanno facendo”.  

(com.unica, 7 febbraio 2017)

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