[ACCADDE OGGI]

J’Accuse…!…E l’atto che io compio non è che un mezzo rivoluzionario per accelerare l’esplosione della verità e della giustizia. Ho soltanto una passione, quella della luce, in nome dell’umanità che ha tanto sofferto e che ha diritto alla felicità. La mia protesta infiammata non è che il grido della mia anima. Che si osi dunque portarmi in assise e che l’indagine abbia luogo al più presto. …”; e osarono.

Il 7 febbraio 1898 Émile Zola comparirà dinanzi alla Corte di Assise di Parigi accusato di diffamazione dello stato maggiore dell’Esercito francese. Il giornalista e scrittore si difenderà leggendo un discorso (Zola purtroppo non parlava come scriveva caratteristica frequente tra i grandi scrittori) e invocherà la distruzione delle sue opere se Dreyfus dovesse risultare colpevole.

Il processo si concluderà con la condanna di Zola ma le opere di Émile Zola supereranno i confini di Francia e di Europa mobilitando un intero mondo di intellettuali alla causa dell’innocenza  del capitano  Alfred Dreyfus che scontava  un’ingiusta condanna per spionaggio a favore dei tedeschi nel carcere dell’isola del diavolo nella Cayenne francese. Aldilà delle vicende legate al discusso caso dell’ufficiale francese di origine ebraica che sarà scagionato e riabilitato, il “J’Accuse” di Émile Zola resta una pietra miliare nella storia del giornalismo militante e la nascita di quello che viene definito l’intellettualismo moderno.

(Franco Seccia/com.unica 7 febbraio 2017)

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