Un giudice federale di Seattle ha bloccato l’applicazione a livello nazionale dell’ordine esecutivo del presidente Trump sull’immigrazione denominato “muslim ban”. Non è ancora chiaro quale sarà l’effetto delle sentenza anche perché il governo, che ha già revocato migliaia di visti, annuncia battaglia. Qualche ora prima, a Boston, un altro giudice federale aveva emesso una sentenza favorevole al divieto.

E mentre proseguono le polemiche sul “muslim ban” arriva un’altra decisione destinata a far discutere. Trump ha infatti firmato dei decreti per avviare la cancellazione della cosiddetta legge Dodd-Frank, voluta dalla precedente amministrazione per evitare crisi legate agli abusi della finanza.

Intanto il Dipartimento del tesoro americano ha annunciato nuove sanzioni contro l’Iran e in particolare contro soggetti accusati di collaborare alla proliferazione di armamenti nucleari e di presunti legami con il terrorismo. La decisione, fortemente sostenuta dal presidente Trump, è stata presa dopo il lancio di un missile balistico intercontinentale effettuato domenica scorsa da Teheran. Immediata la replica del governo iraniano che promette “una reazione speculare”. L’Iran ha inoltre negato i visti ai lottatori americani che avrebbero dovuto partecipare alla tappa di Coppa del Mondo in programma il 16 e 17 febbraio a Kermanshah. Ma non ci sono solo l’Iran e i paesi islamici nel mirno della Casa Bianca: proprio ieri Trump ha annunciato l’intenzione di rivedere la politica sul paese centroamericano della precedente amministrazione.

Un’altra polemica – l’ennesima – è scoppiata nelle scorse ore per la nomina di Gina Haspel come numero due della Cia. La donna, nel 2002, era responsabile di una “prigione clandestina” in Thailandia dove vennero torturati dei sospetti terroristi.

(com.unica, 4 febbraio 2017)

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