[ACCADDE OGGI]

Le 19 persone, in prevalenza turisti amanti degli sci e della montagna, che  si trovavano a bordo di una cabina della funivia del Cermis non si accorsero di quello che stava per accadere quel pomeriggio del 3 febbraio 1998. Avvertirono unicamente un assordante rombo di motore di aereo poi un volo di 150 metri nel precipizio e la morte tra le lamiere della cabina che si accartocciò nei dirupi di quel monte che tanto amavano.

In tutto 20 morti, i 19 passeggeri e il manovratore, terribilmente uccisi da un aereo americano decollato dalla base di Aviano il cui pilota, tale Richard J. Ashby, voleva divertirsi nel volare a bassa quota e  riprendere con la telecamera il paesaggio. L’aereo finì per tranciare il cavo della funivia provocando la caduta della cabina. Il pilota confesserà di essersi divertito nel vedere il disastro provocato anche se, tornato alla base con un’ala dell’aereo divelta, comprenderà la tragedia e vigliaccamente eliminerà il filmato di quanto accaduto.

A pagare con la vita furono solo quei poveri cristi precipitati nei valloni della Valle di Fiemme mentre i piloti della formazione aerea statunitense in missione di addestramento furono sottratti alla Giustizia italiana e processati da una corte marziale americana: se la cavarono con l’assoluzione dal reato di omicidio colposo e furono ritenuti colpevoli unicamente di condotta disdicevole. Il presidente americano dell’epoca Bill Clinton valuterà la vita persa di quei poveracci stritolati per il gioco dei suoi piloti con una manciata di miliardi dati alle famiglie delle vittime.

(Franco Seccia/com.unica, 3 febbraio 2017)

Share This: