Per lo sviluppo di nuovi modelli accademici legati alle tecnologie più innovative

 “Aprender, emprender, prosperar”: apprendere, intraprendere, progredire. Sono queste le parole che riassumono lo spirito e l’obiettivo dell’accordo firmato tra il Consiglio Nazionale delle Università del Nicaragua (CNU) e l’Università Telematica Internazionale Uninettuno, rispettivamente rappresentati dal Ministro del Presidente della Repubblica del Nicaragua, Francisco Telémaco Talavera Siles che presiede il CNU e dal Rettore  Uninettuno, Maria Amata Garito.

L’accordo ha come obiettivi: la creazione di programmi accademici condivisi; il riconoscimento del doppio titolo di studio; l’avvio di corsi di qualificazione e riqualificazione professionale per favorire l’inclusione sociale; la creazione di un Polo Tecnologico Uninettuno in Nicaragua e lo sviluppo della “Universidad Abierta en Línea”, un recentissimo progetto che il Governo del Nicaragua vuole realizzare in collaborazione con Uninettuno.

“In molte parti del mondo – ha commentato infatti il ministro Talavera Siles, giunto in Italia appositamente per la firma dell’accordo – è ancora diffusa un’educazione del XX secolo. La cosa più difficile è cambiare la mentalità, innanzitutto dei docenti. La vostra esperienza deve aiutarci a trasformare le università e a usare la tecnologia come mezzo e non come fine, solo così potremo davvero rendere più democratico l’accesso al Sapere”.

Visione del tutto condivisa dal rettore di Uninettuno che afferma: “L’accordo firmato è molto importante. La nostra Università si impegna a mettere a disposizione la sua esperienza, la piattaforma didattica, il modello psico-pedagogico frutto di oltre 20 anni di ricerca e il modello organizzativo che hanno fatto sì che Uninettuno diventasse l’università telematica leader a livello globale, dal carattere internazionale con studenti provenienti da oltre 156 Paesi del mondo. L’accordo segna un passo in avanti nei rapporti accademici e culturali tra Italia e Nicaragua, all’insegna della qualità, del rispetto delle culture e di un uso consapevole delle nuove tecnologie”.

(com.unica/Valentina Franci, 31 gennaio 2017)

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