Nel suo primo giorno completo da presidente Donald Trump ha ritirato gli Stati Uniti dal Tpp, il trattato di libero scambio negoziato con 11 Paesi dell’area del Pacifico dal predecessore Obama. In un incontro con una delegazione di industriali, oltre a promettere tagli alle tasse, Trump ha annunciato anche che intende rinegoziare il Nafta, l’accordo di scambio con Messico e Canada, e introdurre “notevoli” imposte sulle aziende che trasferiscono la produzione all’estero.

Wall Street risente solo in minima parte delle decisioni di Trump: i mercati stanno ancora cercando di valutare gli effetti delle politiche del tycoon (Reuters). I più preoccupati sono i costruttori di auto: domani Trump vedrà i capi di Ford, Gm e Sergio Marchionne di Fca (Wsj). Trump ha anche bloccato le nuove assunzioni statali e tagliato i fondi a supporto dell’aborto. E ha dichiarato il giorno della sua inaugurazione “Giornata nazionale del patriottismo” (Washington Post).

Le prime decisioni di Trump e più in generale l’approccio con piglio autoritario del nuovo presidente sembra essere apprezzato nel nostro paese, in particolare dagli elettori dei Cinque stelle, della Lega e della destra in generale. Solo pochi giorni fa, intervistato dal francese Le Journal du DimancheBeppe Grillo aveva tessuto l’elogio dell’Uomo Forte, interpretato, nel nostro tempo, da Donald Trump e Vladimir Putin. Ilvo Diamanti ha pubblicato oggi su Repubblica  i risultati di un sondaggio condotto da Demos da cui emerge come, con il declino della politica e delle rappresentanze sociali, nel Paese sia cresciuto negli ultimi anni il desiderio di una guida risoluta, soprattutto tra i giovani. Oggi l’attrazione verso l’Uomo Forte sfiora l’80%, una percentuale di gran lunga superiore rispetto al passato. “Pare divenuta, dunque, un’idea dominante – scrive Diamanti – sulla quale conviene interrogarsi seriamente. Riflette, certamente, il declino dei partiti e delle organizzazioni di rappresentanza sociale e degli interessi. Ma anche il processo di ‘personalizzazione’, che si è imposto in ogni ambito della vita pubblica. Non solo in politica. Così il rapporto dei cittadini con i poteri e i potenti è divenuto sempre più ‘diretto’. Anzi, ‘immediato’.”

(com.unica, 24 gennaio 2017)

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