[ACCADDE OGGI]

Le vostre storiche uniformi parlano a pellegrini e turisti di ogni parte del mondo di qualcosa che malgrado tutto non muta, parlano cioè del vostro impegno di servire Dio servendo il servo dei suoi servi.” Sono le parole rivolte al Corpo delle Guardie Svizzere da Papa Benedetto XVI in occasione dei festeggiamenti per i 500 anni dalla fondazione del Corpo che avvenne il 22 gennaio del 1506.

Ecco, servire il “servo dei servi di Dio” cioè servire il Papa e difenderlo, è  questo il compito istituzionale che ancora sostiene il Corpo delle Guardie Svizzere nelle loro sgargianti e immutate uniformi che quasi sempre fanno da sfondo ai milioni di clic dei fedeli e dei turisti in visita a San Pietro. Eppure in origine si trattava di mercenari e cioè di uomini in armi che fuggivano dalla povertà del loro paese, la Svizzera a quel tempo era un paese  prettamente agricolo, per mettersi al servizio di regnanti in cambio di danari e prebende. Ma fu sempre la difesa della persona che li ingaggiava la loro peculiarità, anche a costo della propria vita. Come quando nel 1527, durante il “sacco di Roma” ad opera di Carlo V, 147 guardie delle 189 che costituivano il corpo, persero la vita per salvare quella di Papa Clemente VII.

Oggi il Corpo delle Guardie Svizzere continua nella missione della difesa del Papa e,  pur mantenendo la tradizionale divisa con elmo ed alabarda, si è  dotato di strumenti moderni e non sempre, nonostante la loro abnegazione, riesce ad evitare attentati all’Uomo vestito di bianco.

(Franco Seccia/com.unica 22 gennaio 2017)

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