Ieri Donald Trump ha giurato e assunto così l’incarico di 45esimo presidente degli Stati Uniti. Il tono del discorso inaugurale non è stato conciliante ed è stato sulla falsariga di quello usato in campagna elettorale, connotato da accenti fortemente populisti e nazionalisti: con  parole chiave come “potere al popolo”, “compra e assumi americano”, “nuove infrastrutture”, “controllo dei confini”. Insomma un deja vu abbastanza scontato, un discorso che ha lasciato la bocca amara persino a coloro che speravano di ritrovare in lui un novello Ronald Reagan. “Gli manca la fantasia retorica, il pathos – osserva oggi su Repubblica l’inviato Federico Rampini. “Ed è troppo presuntuoso per farsi aiutare da speechwriter più bravi di lui. Poche le immagini forti, e quasi tutte riciclate”.

“A tutti gli americani ascoltatemi: non sarete più ignorati. Sarete ascoltati. Insieme – ha affermato il presidente Usa – renderemo l’America più sicura e di nuovo grande”, ha affermato riferendosi allo slogan ‘Make America Great Again’ usato in campagna elettorale. ”Tutte le decisioni le prenderemo nell’interesse degli americani”, ”combatterò per voi, non vi lascerò”. Trump ha assicurato che sotto la sua presidenza restituirà il sogno americano agli americani. “Il momento delle chiacchiere è finito, è l’ora di agire”, ha sottolineato. ‘Cancelleremo il radicalismo islamico dalla faccia delle Terra’.  Successivamente Trump ha firmato a Capitol Hill i suoi primi documenti da presidente degli Stati Uniti, fra i quali uno che proclama la giornata nazionale del patriottismo e l’esenzione necessaria a James Mattis per essere ministro della Difesa. A circondarlo c’era l’intera famiglia e il vice presidente Mike Pence.

Com’era facile ipotizzare alla vigilia, l’inauguration day è stato caratterizzato anche da forti contestazioni. Secondo fonti di stampa, sarebbero al momento 90 gli arresti effettuati nell’ambito delle proteste in corso a Washington nel giorno dell’insediamento di Donald Trump. Un gruppo di manifestanti, tutti vestiti di nero e con il volto coperto che ricordano i black block, si è scontrato con la polizia in assetto anti-sommossa. La polizia ha usato lo spray al peperoncino contro i manifestanti. Fra le vetrine infrante a colpi di mazza, agitano un cartello con scritto ‘Make racist afraid again’, rifacendosi allo slogan usato da ‘Make America Great Again’ usato da Donald Trump in campagna elettorale.

(com.unica, 21 gennaio 2017)

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