[ACCADDE OGGI]

Ma come si può? Come è possibile togliersi la vita nel fiore degli anni e darsi fuoco immolandosi come torcia umana? Per la libertà: “Se il nostro popolo non darà sostegno a questa richiesta (la libertà), una nuova torcia si infiammerà”, così scrisse nel suo messaggio alla famiglia, Jan Palach, lo studente universitario cecoslovacco che il pomeriggio del 16 gennaio 1969 a Praga in Piazza San Venceslao dopo essersi cosparso il corpo di benzina si diede fuoco.

Il popolo non fu pronto a “dare sostegno” alla richiesta di Jan e dopo appena un mese un altro giovane studente di 19 anni, Jan Zajic, nella stessa città e nella stessa piazza decise di trasformarsi in una torcia umana.

I fatti vanno collocati in quella stagione politica che l’anno precedente  passerà alla storia come la “primavera di Praga” e che si chiuse sotto  il fragore dei cingoli dei carri armati sovietici. Il popolo cecoslovacco si arrese allo strapotere dello stellone rosso lasciando solo il povero Alexander Dubceck.

Lo stesso popolo parteciperà in gran numero, si è detto in seicentomila, al funerale di Jan Palach morto dopo tre giorni di straziante agonia ma mantenendo un incredibile lucidità mentale sempre inneggiando alla libertà. Il suo nome e il suo sacrificio sarà ricordato da cantanti, scrittori e registi di ogni credo politico e resterà  simbolo di un’intera generazione che ha inseguito il sogno della libertà; ma a che prezzo?

(Franco Seccia/com.unica, 16 gennaio 2017)

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