[ACCADDE OGGI]

Un odio atavico verso l’Italia e l’italianità; e non certo da parte dei somali, cristiani o mussulmani che fossero, bensì da parte degli inglesi ancor più ringalluzziti dall’esito a loro favorevole del secondo conflitto mondiale. Fu questa la ragione dell’eccidio di Mogadiscio che la domenica dell’11 gennaio del 1948 provocò l’orrenda morte di 54 italiani e di 14 somali e  il ferimento di un centinaio di persone tra italiani e somali.

I fatti vanno collocati alla fine della guerra e alla perdita della Somalia da parte dell’Italia che già dalla fine del 1941 era stata sottratta alla sovranità italiana e occupata dalle truppe britanniche. La rinata società delle nazioni, diventata ONU, doveva stabilire a chi affidare il protettorato dell’ex colonia italiana e per questo fu inviata una commissione delle Nazioni Unite a Mogadiscio con il compito di valutare la possibilità di affidare all’Italia il controllo della Somalia per accompagnarla all’indipendenza.

La commissione composta da membri scelti tra i paesi vincitori del conflitto mondiale era presieduta dall’ufficiale inglese comandante la guarnigione d’occupazione britannica della Somalia e non fu poca la sorpresa di trovare centinaia di somali ad accoglierla che chiedevano il ritorno degli italiani sia pure per il periodo provvisorio  dell’affidamento fiduciario. A questo punto, secondo le testimonianze di molti che saranno ascoltati dopo l’eccidio da una commissione di indagine, spuntarono un centinaio di uomini guidati dalla soldataglia della gendarmeria britannica di cui facevano parte somali, neozelandesi, indiani e inglesi che con ferocia follia suicida si scagliarono  contro i somali filo italiani e iniziarono a saccheggiare le case degli italiani uccidendo con armi e bastoni tutti gli occupanti sia donne che bambini. Si salvarono solo quei pochi italiani che riuscirono a scappare per raggiungere la Cattedrale di Mogadiscio.

La reazione in Italia fu di un generale sgomento e il governo fece sentire la sua voce con una nota di protesta. Anche il comunista Umberto Terracini, allora presidente dell’Assemblea Costituente, usò parole forti per l’infamia  di quelle orrende violenze. Spiace ricordare le parole dell’allora ministro degli esteri Carlo Sforza:  “L’incidente di Mogadiscio. Per quanto serio e crudele possa essere, esso resta per me solo un episodio a paragone della importanza delle relazioni italo-britanniche”.

Inutile aggiungere che nessuno pagò per quella strage anche se le responsabilità degli inglesi furono palesemente accertate. Iniziò subito dopo il triste esodo degli italiani di Somalia che trovarono a Napoli un’accoglienza meno calda al confronto di quella dei somali che a costo della propria vita li avevano difesi.

(Franco Seccia/com.unica 11 gennaio 2017)

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