Mosca e Ankara hanno raggiunto nella capitale del Kazakistan Astana un piano per il cessate il fuoco su tutto il territorio siriano eccetto che nelle aree dove le forze governative stanno combattendo i miliziani dell’Isis e di al-Nusra. Se la tregua reggerà inizieranno nuovi negoziati guidati da Russia e Turchia ad Astana, in Kazakistan (Al Jazeera). 

La tregua dovrebbe scattare alla mezzanotte di oggi. L’accordo rappresenta una novità in quanto coinvolge la Turchia ma non gli Stati Uniti, Europa e Onu. La svolta arriva dopo il duro attacco del presidente turco Recep Tayyip Erdogan agli Stati Uniti, accusati di appoggiare “formazioni terroristiche” come i guerriglieri curdi dello Ypg ma anche lo stesso Isis. Washington non ha ancora replicato alle pesanti insinuazioni del leader turco. Il governo di Ankara potrà proseguire la sua offensiva contro la roccaforte islamista di Al-Bab, con il sostegno dell’aviazione russa, ma anche contro i curdi. Assad e Mosca continueranno invece gli attacchi contro l’ex Al-Nusra nella provincia di Idlib e in quella di Hama. Grazie alla tregua si dovrebbe anche arrivare l’evacuazione delle ultime roccaforti ribelli vicino a Damasco e nella provincia di Daraa, secondo lo schema seguito ad Aleppo Est. I colloqui di pace ad Astana, a cui parteciperanno anche rappresentanti militari iraniani ed esponenti dell’opposizione siriana filo turca (ma non di quella filo-saudita) proseguiranno nei prossimi giorni. 

(com.unica, 29 dicembre 2016)

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