Durante la conferenza stampa di fine anno, il presidente russo Vladimir Putin ha negato di aver hackerato le elezioni Usa, definendo i democratici americani dei “perdenti” che hanno perso il contatto con i propri elettori. Putin ha poi aggiunto che i suoi commenti sulla modernizzazione dell’arsenale militare russo sono stati fraintesi e non intendeva riferirsi a un potenziamento delle armi nucleare e ha anche affermato di essere pronto a una visita negli Usa, se Donald Trump decidesse di invitarlo. Putin ha affermato anche che un incontro con Trump è possibile dopo che questi avrà formato il suo governo e ha sottolineato che le attuali relazioni tra Russia e Usa “non possono essere peggiori” e che quindi con il nuovo presidente Usa potrebbe discutere con lui di come migliorarle. Putin non ha voluto prendere posizione sull’annuncio fatto da Donald Trump in merito all’intenzione di potenziare le forze nucleari degli Usa. Secondo il capo del Cremlino le parole di Trump sono in linea con le sue promesse elettorali. 

Quanto ai rapporti con la Turchia Putin ha ribadito che i rapporti sono decisamente migliorati, arrivando persino a sostenere che l’abbattimento del jet militare russo da parte degli F16 turchi al confine tra Siria e Turchia, un episodio che nel novembre del 2015 portò a una profonda crisi nei rapporti tra Mosca e Ankara, potrebbe essere avvenuto senza un ordine da parte delle “supreme autorità turche”. Per ciò che riguarda la battaglia di Aleppo e la successiva evacuazione della popolazione si è trattato secondo Putin della più importante “operazione umanitaria dell’era moderna”. Il presidente russo ha inoltre sottolineato che i presidenti di Turchia e Iran hanno avuto un ruolo «prioritario» nella liberazione di Aleppo. La prossima mossa importante sarà quella di estendere la tregua a tutto il Paese.

(com.unica, 24 dicembre 2016) 

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