Matteo Renzi resterà in carica fino all’approvazione della legge finanziaria, che potrebbe arrivare venerdì al Senato, e poi si dimetterà. È l’esito dei colloqui tra il premier e il presidente della Repubblica Mattarella, che gli ha chiesto di scongiurare l’eventualità di un esercizio provvisorio di bilancio. 

È quindi molto probabile che Renzi possa restare fino all’approvazione della Legge di Bilancio da varare in Senato in tempi brevissimi, già entro venerdì. In tal caso si parla pertanto di una fiducia ‘tecnica’. Un’ipotesi fondata che comporterebbe appunto il congelamento delle dimissioni di Matteo Renzi fino all’approvazione della legge. L’iter potrebbe anche essere ulteriormente accelerato nel caso in cui al Senato si trovi un accordo per anticipare il termine della scadenza degli emendamenti in commissione e non presentare alcuna proposta di modifica. Un simile scenario già è stato praticato nel 2011 con il governo Berlusconi.

Su cosa succederà dopo fioccano i retroscena: il Quirinale vorrebbe stabilità, magari con un governo presieduto da Pier Carlo Padoan che metta in sicurezza il sistema finanziario e approvi una nuova legge elettorale. Renzi invece spingerebbe per elezioni in tempi brevi, addirittura a febbraio come ipotizza il ministro dell’Interno Alfano, votando con l’Italicum alla Camera e il Porcellum corretto dalla Consulta (il Consultellum) al Senato. In un colloquio con “La Stampa” il premier dice anche di pensare a “mollare tutto” e a un “anno sabbatico” dalla politica, ma al momento sembra più probabile una sua nuova corsa quando si andrà al voto.

È previsto per domani  il primo confronto tra premier e minoranza del Pd. Il partito è diviso: Bersani respinge l’idea di un voto anticipato, così come alcuni esponenti del governo. C’è divisione anche a destra: Salvini spinge per il voto al più presto, Berlusconi al contrario vorrebbe prima una legge proporzionale anti Grillo. I 5Stelle, che chiedono elezioni immediate con l’Italicum anche al Senato, avrebbero già contattato i professori del “No” per la squadra di governo. Lo stesso Grillo ha spiegato sul suo blog che la cosa più veloce, realistica e concreta per andare subito al voto è quella di andarci con una legge che c’è già: l’Italicum. Mentre, per il Senato la proposta sarebbe di “applicare dei correttivi per la governabilità alla legge che c’è già: il Consultellum”. Si tratta tuttavia di ipotesi difficilmente praticabili dal momento che il M5s non accetta di sedersi attorno a un tavolo delle trattative con gli altri gruppi parlamentari.

(com.unica, 6 dicembre 2016)

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