Dall’era dei sogni frivoli e festosi dei telefoni bianchi ai fasti contemporanei dell’iPhone, la leggenda del cinema passa danzando in scarpette rosse (ricordiamo lo sceneggiatore premio Oscar 1943 e produttore magiaro Emeric Pressburger, co-regista del mitico film Red Shoes) in riva al Danubio.

Budafest, il Budapest Film Festival voluto e diretto da Kyara van Ellinkhuizen, è in pieno svolgimento. Dai cortissimi di Budafast, la sezione new media ideata da Fabrizio Sebastian Caleffi ai lunghissimi provenienti dalla Cina (un’opera di più di 4h), tutti i format sono presenti e l’alta qualità dei partecipanti rende impegnativo il lavoro della Giuria internazionale, presieduta da Paolo Luigi De Cesare, transmedia consultant e composta (in ordine alfabetico) da David “Duke” Bourgoine, creative producer Usa, Tiziano Bulfoni, fotoartista italo-ungherese, Fabrizio Caleffi, presidente Budafast, Monika Nagy, regista e attrice ungherese, Giovanna Napolitano, giornalista e scrittrice, Claudio Olivato, fotoreporter di guerra, Giuseppe Levi Pelloni, giornalista e scrittore, Stefan Popdimitrov, artista bulgaro e Luc Toutunghi, produttore premio Oscar per “Pierino e il Lupo” (animation special juror).

Non manca la mondanità, iniziata con un cocktail al Bristol Garden, strettamente riservato ai membri della giuria e al direttore del festival Kyara van Ellinkhuizen. Martedi 15 il direttore con la giuria erano all’istituto di cultura italiano in occasione del Budapest Fashion Week, alla presenza dell’Ambasciatore italiano in Ungheria Massimo Rustico e del corpo diplomatico internazionale.

(com.unica, 19 novembre 2016)

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