Le comunità ebraica e quella musulmana, ma anche le organizzazioni per i diritti umani, i Democratici e alcuni Repubblicani si sono scagliate contro la nomina di Stephen Bannon, ex Goldman Sachs, a nuovo capo stratega e consigliere anziano della Casa Bianca, noto per le sue idee razziste e antisemite e definito da molti giornali un “bullo machiavellico” . «È una scelta che rende l’appello all’unità una presa in giro», afferma il Council on American-Islamic relations. L’accusa a Bannon è quella di aver trasformato il suo sito Breibart in uno strumento di «propaganda etnica e di nazionalismo bianco», con posizioni «razziste» e, aggiungono gli ebrei, «antisemite». «Bannon deve andare via – attacca infatti anche l’Anti-Defamation League – se Trump vuole davvero essere il presidente di tutti». Donald Trump difende ovviamente la nomina: «Chi lo critica – ha detto la portavoce del tycoon, Kellyanne Conway – dovrebbe andare a guardare il suo curriculum. Bannon è uno stratega brillante, e con Reince Priebus sta facendo sacrifici enormi per servire il presidente».  

Mentre emergono altre spaccature tra Trump e il suo partito, inizia la seconda settimana di proteste, con migliaia di studenti nelle piazze. Trump conferma anche la sua linea in favore della lobby delle armi e di quella antiabortista, ribadendo che sceglierà per la Corte Suprema giudici contrari all’aborto e favorevoli alla vendita indiscriminata delle armi. Quanto al rapporto con la Russia mostra ogni giorno di tenere particolarmente a un rapporto privilegiato con Putin, come d’altra parte aveva già dichiarato in campagna elettorale. Attenzione ricambiata: lo stesso Putin è stato uno dei primi leader mondiali a congratularsi con il tycoon e ricordiamo che il Parlamento di Mosca aveva salutato con un lungo  applauso la notizia della sua elezione alla Casa Bianca. Nel corso di un colloquio telefonico proprio ieri Donald Trump e il capo del Cremlino hanno discusso dei nemici comuni (terrorismo internazionale ed estremismi), temi economici e dei rapporti tra i due Paesi.

Intanto ieri c’è stata la prima conferenza stampa post elezioni del presidente degli Stati Uniti uscente. Barack Obama, facendo riferimento al recente colloquio avuto con Trump alla Casa Bianca, ha voluto assicurare che il suo successore rispetterà gli impegni con la Nato e l’alleanza con l’Ue. Oggi Obama incontrerà il premier greco Alexis Tsipras, nel suo ultimo viaggio all’estero che lo condurrà poi in Germania e Perù. 

(com.unica, 15 novembre 2016)

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