Secondo fonti della presidenza del Consiglio si potrebbe arrivare a centomila sfollati dopo l’ultima scossa che ieri mattina ha colpito il Centro Italia. Alle 7,40 la terra ha tremato con una magnitudo di 6,5 a una profondità di 10 chilometri, con epicentro tra i comuni di Norcia, Preci e Sant’Angelo sul Nera, in Umbria. Non si conta nessuna vittima, ma sono almeno venti i feriti e ad ora 40mila gli sfollati. Per tutta la giornata ci sono state altre scosse di minore intensità, si parla di almeno 200 eventi sismici. Quella delle 7,40 è la scossa più intensa della sequenza sismica iniziata il 24 agosto, quando il terremoto che distrusse Amatrice e Accumoli ebbe una magnitudo di 6.0, ed è la più forte in Italia dal 1980, tanto è vero che gli i sussulti sono stati avvertiti dalla Puglia all’Alto Adige.

I crolli e i danni estesi hanno interessato oltre 100 comuni. Alcuni borghi nell’area dell’epicentro sono stati cancellati. A Norcia sono crollate la Basilica di San Benedetto del 1.300 e la cattedrale di Santa Maria argentea. Basiliche, cattedrali e antiche chiese sono state fortemente lesionate anche nelle Marche, in Abruzzo e in Lazio a Roma. Oggi le scuole della Capitale resteranno chiuse in via cautelativa per controllare eventuali danni strutturali.

“Ricostruiremo tutto: case, chiese ed esercizi commerciali – promette il premier Matteo Renzi -. Non c’è un problema di risorse e non ci saranno impedimenti burocratici”. Non ci saranno ostacoli dall’Europa al piano di ricostruzione. “Mi sembra scontato” ha precisato il premier ricordando che le spese per scuole e ospedali resteranno fuori dal Patto di Stabilità. E ha quindi rinnovato l’appello “a tutti i sindaci, fate i progetti di adeguamento e manutenzione sismica”. Da Bruxelles arrivano rassicurazioni: “Siamo pronti a monitorare” ha scritto il commissario europeo per gli Aiuti umanitari e la gestione delle crisi Christos Stylianidis su Twitter. Oggi il consiglio dei ministri straordinario per le prime misure necessarie.

(com.unica, 31 ottobre 2016)

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