[ACCADDE OGGI]

Da sempre ancor prima che gli antichi greci invocassero o imprecassero contro Giove regolatore di tutti i fenomeni celesti, pioggia compresa, le alluvioni e le inondazioni hanno modificato l’assetto del territorio ovunque e anche in Italia. Amaramente ci siamo accorti nel tempo che a dare man forte a Giove nel provocare gli indescrivibili disastri causati dalla pioggia battente erano gli stessi uomini che avidi di terra da conquistare e da piegare al loro volere disboscavano interi monti o ingabbiavano le acque dei fiumi e dei torrenti o, ancora, costruivano dighe in posti rifiutati dal territorio allo scopo di sfruttare la forza dell’acqua. Ma la forza dell’acqua non è assoggettabile al volere dell’uomo soprattutto quando questo è irrispettoso della natura. Così è accaduto tante, purtroppo tantissime volte nella storia recente del nostro Paese e le alluvioni e le inondazioni non si contano e quando se ne tiene conto spesso si rappresentano i disastri provocati più per importanza della localizzazione territoriale che per la vastità dei danni. Si parla e si continua a parlare anche giustamente dell’alluvione di Firenze, del Polesine, di Genova e delle Cinque Terre, del disastro del Vajont, ma poco si dice su Sarno e Quindici e, peggio, ci si dimentica della gravissima alluvione di Vietri e del Salernitano che nella notte del 26 ottobre 1954 fece più danni e più vittime fra tutte le alluvioni registratesi in Italia nella storia unitaria.

La pioggia, prima leggera anche se continua iniziò a cadere sul Nocerino, su Tramonti, su Cava dei Tirreni, su Vietri sul Mare, su tutta la Costiera Amalfitana e su Salerno già nelle prime ore del pomeriggio del 25 ottobre per poi farsi insistente e battente nella serata e nella notte del giorno successivo. Gli esperti misurarono centinaia di millimetri di acqua che raggiunsero picchi di 500 mm. Nelle prime ore del mattino di quel 26 ottobre 1954 era completamente scomparsa la frazione Molina di Vietri sul Mare e Vietri, la città delle ceramiche, si trovò ad avere una spiaggia più vasta composta dai detriti dei Monti Lattari che la violenza dell’acqua avevano condotto al mare. Oltre Vietri furono Cava, Tramonti, Maiori e Salerno a subire i danni maggiori e alla fine si contarono 318 morti, 250 feriti e oltre 5.000 senza tetto. Anche per quel disastro, il più grave e il meno ricordato nella storia delle recenti alluvioni in Italia, fu più responsabile la mano dell’uomo che la collera di Giove.

(Franco Seccia, com.unica 26 ottobre 2016)

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