[ACCADE OGGI]

Sanzioni economiche. Embargo petrolifero. Grande recessione e crisi economia. Una storia che si ripete e che ciclicamente colpisce tutti ma non proprio tutti, principalmente a farne le spese è la povera gente.

Nell’ottobre del 1935 le Nazioni Unite dell’epoca, la Società delle Nazioni, decisero di punire l’Italia fascista che in cerca di un “posto al sole” mosse alla conquista dell’Etiopia e decretarono le “sanzioni economiche” all’Italia impedendole la fornitura delle materie prime. Gli italiani, naturalmente non tutti e solamente i meno abbienti, dovettero rinunciare alla lana e al cotone e scoprirono accontentandosi anche se controvoglia del caldo innaturale e rasposo delle fibre sintetiche. Ma fu enorme il risentimento degli italiani verso la “perfidia Albione” che da padrone di mezzo mondo si ostinava a negare all’Italia quella terra di schiavi sudditi del trono del Negus. Un risentimento che li portò a far dono alla Patria di quel poco di oro posseduto comprese le fedi nuziali. E persino don Benedetto Croce fece la corsa per regalare l’oro, ma lui se lo poteva permettere.

Nell’ottobre del 1973, precisamente il 17 ottobre, i paesi arabi dell’OPEC per punire i paesi occidentali, e fra questi l’Italia, che avevano dato aiuto e assistenza a Israele nella guerra dello Yom Kippur, decisero di adottare l’embargo del petrolio. Di colpo il prezzo del greggio si quadruplicò e i paesi maggiormente dipendenti dalla dittatura dell’oro nero furono messi in ginocchio. Iniziò per il nostro Paese la grande “Austerity” che portò il governo democristiano dell’epoca presieduto da Mariano Rumor ad adottare provvedimenti simili ai momenti della guerra. Tutti a piedi nei giorni festivi senza eccezione nemmeno per le alte cariche dello Stato a pena di salatissime multe. Anticipo della chiusura della sale cinematografiche e teatrali e anticipazione della fine dei programmi televisive che in quell’epoca già avevano scarsa durata. Drastica riduzione della pubblica illuminazione e divieto di riscaldare le proprie abitazioni oltre i 20 gradi. Tutto sommato anche allora gli italiani non la presero tanto a male e festeggiarono la domenica per le strade vuote riscoprendo la gioia della passeggiata prima che arrivassero, ma anni dopo, i divieti dovuti alla irrespirabilità dell’aria e al maledetto smog. Anche in quell’autunno del 1973 non mancarono personaggi famosi felici di farsi sorprendere a pedalare in bici per le città italiane. Unica nota dolente accompagnata dalle imprecazioni della gente, l’aumento sconsiderato della benzina e di tanti prodotti che a questa fonte energetica primaria si collegano. Ma gli italiani si abitueranno e anzi ci faranno il callo.

Ottobre 2007-2009: la grande recessione e la grave crisi economica planetaria che ancora ci attanaglia. Sono cambiati gli scenari del mondo. L’oro nero fa la pariglia con le grandi speculazioni economiche. Il mondo è globalizzato e sono scomparse le cortine mentre si riaffacciano le sanzioni. L’Italia ha perso la sua sovranità economica legata com’è ai destini di un’Europa che disperatamente tenta di far fronte alla recessione con le politiche dell’austerità e dei tagli. Gli italiani sorridono sempre meno e sperano nel cambiamento. Ma questa è storia di oggi.

(Franco Seccia, 17 ottobre 2016)

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