Oggi pomeriggio alle 15 il Consiglio dei ministri si riunisce per dare il via libera al testo della Legge di Bilancio 2017. Il valore complessivo della manovra è di 24,5 miliardi. Sale il rapporto tra il deficit e il Pil che, alla fine, dovrebbe aggirarsi tra il 2,2 e il 2,3%. Prevista  una “voluntary disclosure“, che consente agli italiani che detengono attività finanziarie o patrimoniali all’estero non dichiarate al Fisco, di sanare la loro posizione, anche penale, pagando le relative imposte e le sanzioni in misura ridotta. È pur vero che molte delle sfide decisive di politica economica saranno tenute fuori dalla manovra e verranno affrontate nei prossimi mesi. Riguarderanno soprattutto fisco, spending review, privatizzazioni, concorrenza e banche.

I quotidiani anticipano alcune misure che dovrebbero essere contenuti nel testo. In particolare il Corriere della Sera mette in risalto quelle principali: l’aumento dell’Iva resta congelato per il 2017 ma non per gli anni successivi; verranno stabilizzati 3.000 medici e 4.000 infermieri precari; dal 1° settembre 2017 è previsto l’inserimento in pianta organica di 25 mila supplenti delle scuole elementari, medie e superiori; l’Ires, l’imposta sul reddito delle imprese, scenderà dal 27,5% al 24%; il Fondo sanitario salirà di un miliardo e non di due come previsto; Equitalia sarà assorbita dall’Agenzia delle Entrate; sono infine previsti sgravi triennali del 100% per le aziende che assumono giovani diplomati e laureati dopo uno stage.

Capitolo pensioni: l’anticipo pensionistico, cioè la possibilità di ritirarsi prima dell’età prevista per la pensione di vecchiaia, dovrebbe scattare dal 1 maggio 2017. Potranno accedere all’Ape agevolata, senza quindi pagare nulla, disoccupati con ammortizzatori esauriti, disabili e lavoratori impegnati in attività “gravose” (dalle maestre d’asilo agli infermieri di sala operatoria fino agli autisti di mezzi pesanti). Due i paletti: dovranno avere un reddito inferiore ai 1.350 euro lordi e almeno 30 anni di contributi, 36 per chi rientra nella categoria dei “lavori gravosi” (Sole 24 Ore). Per chi invece scegli l’Ape su base volontaria la rata di restituzione del prestito si aggirerà tra il 4,5-4,7% dell’assegno pensionistico per ogni anno di anticipo.

Sullo sfondo qualche dato incoraggiante arriva da Bankitalia: secondo un rapporto di via Nazionale il numero di lavoratori dipendenti è tornato ai livelli pre-crisi. Non solo,  anche se la crescita continua ad essere “modesta”, ad agosto il debito pubblico italiano è diminuito di 30,9 miliardi rispetto a luglio, scendendo a 2.224,7 miliardi.

(com.unica, 15 ottobre 2016)

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