Ad Aleppo intanto continuano i raid aerei russi e del governo di Assad: ieri uccisi altri 81 civili

Dopo aver annullato l’incontro previsto ieri con Hollande per la richiesta francese di incentrare i colloqui esclusivamente sulla crisi siriana, Vladimir Putin ieri ha accusato gli Stati Uniti di imporre le proprie condizioni a tutti gli altri Paesi e denunciato le difficoltà di dialogo con l’amministrazione Obama. Dalla crisi in Ucraina alla Siria, senza trascurare gli episodi di hackeraggio ce n’è abbastanza per parlare a tutti gli effetti di ‘guerra fredda’. 

Intervistato dal canale televisivo francese TF1, il presidente russo ha definito “retoriche” le accuse francesi di crimini di guerra in Siria, giustificando gli attacchi ad Aleppo come lotta al terrorismo. Parole però smentite dai fatti: solo ieri – riporta Al Jazeera – i raid russi e siriani ad Aleppo, uno dei quali contro un mercato, hanno ucciso ieri almeno 81 civili. Si è trattato di una vera e propria carneficina: i primi soccorritori hanno riferito che il settore orientale della città per tutto il giorno ha subito ben 50 attacchi missilistici russi e siriani che hanno provocato anche il ferimento di 87 persone, di cui alcune in condizioni critiche.

La Stampa riporta oggi le dichiarazioni dell’ambasciatore russo a Washington Sergei Kislyak in un intervento tenuto ieri alla Johns Hopkins University’s School for Advanced International Studies, che punta il dito contro gli Stati Uniti per il deteriorarsi delle relazioni bilaterali, citando il «Magnitsky Act» (le misure restrittive introdotte negli Usa contro personalità coinvolte con violazioni dei diritti civili e al caso dell’avvocato morto in carcere dove era detenuto da quasi un anno in attesa di processo), le politiche dell’amministrazione Obama durante le proteste anti Yanukovich in Ucraina e l’espansione e il potenziamento delle forze della Nato nell’Est dell’Europa. “Siamo molto delusi del fatto che invece di cercare di costruire e capitalizzare su ciò che Russia e Stati Uniti possono fare insieme per contribuire alla soluzione di questioni che si presentano per entrambi, siamo bloccati in questo genere di discussioni non amichevoli”, ha ribadito il diplomatico di Mosca.  

Tuttavia lo stesso Putin, pur puntando il dito contro Washington ha aggiunto di essere disponibile a dar vita a “relazioni amichevoli con una potenza e una economia così grande come gli Stati Uniti”. Nonostante tutto i margini per proseguire il  dialogo permangono e così si apprende dall’agenzia internazionale Reuters che sabato il Segretario di Stato americano John Kerry tornerà a incontrare il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov in Svizzera con l’obiettivo di trovare una soluzione per mettere fine ai bombardamenti. La ripresa dei colloqui, nonostante l’offensiva russa, è un po’ il segno della mancanza di opzioni realistiche alternative per il conflitto siriano, anche per la consapevolezza che la fornitura di armi ai ribelli potrebbero finire nelle mani di gruppi jihadisti.

(com.unica, 13 ottobre 2016)

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