[ACCADDE OGGI]

Il 12 ottobre 1946, lo stesso giorno, in cui Colombo quasi cinque secoli prima scoprì L’America anche se non lo sapeva, Alcide De Gasperi, pressato dall’imminenza del giuramento del rinnovato Esercito Italiano, scoprì senza sapere con certezza il vero autore, il Canto degli Italiani o Inno di Mameli o Fratelli d’Italia o ancora la canzone patriottica risorgimentale che per alcuni, e forse anche per lo stesso De Gasperi, fu scritta, sia pure e solo in collaborazione con Goffredo Mameli, dal sacerdote e frate degli scolopi Atanasio Canata cosi come testimonierebbero i versi della terza strofa “Uniamoci Amiamoci l’Unione l’Amore rivelano ai popoli le vie del Signore. Giuriamo far libero il suolo natio; Uniti per Dio chi vincer ci può?”.

Sta di fatto che dal quel giorno le fanfare dei corpi militari italiani seppero cosa suonare al posto della abolita Marcia Reale e Fratelli d’Italia fece il suo ingresso nel guinness del primato provvisorio italiano giacché a distanza di settanta anni è e resta l’Inno ufficiale ma provvisorio della Repubblica Italiana. Un provvisorio definitivo come tante cose nostrane che le numerose proposte di legge, l’ultima dell’agosto di quest’anno, non sono riuscite a sanare. Permane una disputa infinita tra i suoi sostenitori e i suoi detrattori entrambi sorretti da pregiudizi ideologici più che da reali e appropriate critiche ai versi e alla musica dell’inno. C’è chi dice che le parole di Mameli o di Canata non sono in linea con il dettato costituzionale laico e pacifista, altri che sostengono con qualche ragione che la musica del Novaro sa troppo di marcetta ed ha poco di sublime. Altri ancora ricordano un lontanissimo sondaggio lanciato da Enzo Tortora nella sua “Portobello” con cui gli italiani preferirono di gran lunga il “Va’ pensiero” verdiano a “Fratelli d’Italia”.

Comunque sia, e anche compresi gli sforzi di Carlo Azeglio Ciampi che durante il suo settennato tanto si adoperò in favore “dell’inno unificante”, gli italiani “son pronti alla morte” se l’Italia chiama sui campi di calcio.

(Franco Seccia, com.unica 12 ottobre 2016)

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