[ACCADDE OGGI]

Per gli israeliani si trattò del giorno dello Yom Kippur dell’anno ebraico 5734 mentre per gli islamici si deve parlare del 10° giorno del Ramadan dell’anno 1393, per tutti era il 6 ottobre 1973 quando gli eserciti alleati egiziani e siriani attraversarono i confini dello Stato di Israele lungo le frontiere del Sinai e del Golan. Astutamente gli arabi, che pure erano in digiuno e in preghiera per il mese del Ramadan, obbligo da cui sono esentati, ma solamente per il digiuno, i soldati combattenti, scelsero di colpire gli israeliani profittando del loro Yom Kippur, la celebrazione religiosa ebraica che li tiene digiuni e in preghiera e lontani dagli apparecchi radiotelevisivi rigorosamente spenti.

Con questo attacco improvviso gli alleati arabi intendevano vendicarsi della pesante sconfitta da loro subita ad opera degli israeliani sei anni prima nella guerra dei sei giorni e perciò colsero Israele di sorpresa. In parte, ma solo in parte e nelle prime giornate della battaglia, ci riuscirono creandosi delle aperture che vittoriosamente il mondo arabo celebra col nome di Infitah e sbalorditivamente attraversarono e superarono le linee poste a difesa del Canale di Suez. Successivamente la guerra volse a favore di Israele che però fu obbligata a fermarsi e a non stravincere dalla diplomazia americana guidata da Kissinger. Il conflitto infatti stava assumendo proporzioni oltre area con l’intervento a favore degli arabi di paesi lontanissimi come Cuba e Uganda oltre naturalmente all’appoggio diplomatico e non solo della Russia sovietica.

Il 22 ottobre su ordine delle Nazioni Unite basato sull’accordo tra USA e URSS la guerra cessò lasciando sul terreno quasi ventimila morti in divisa araba e quasi tremila soldati con la stella di Davide. Purtroppo non finì e mai si è spenta la tragica azione terroristica che da mezzo secolo devasta l’intera area.

(Franco Seccia, com.unica 6 ottobre 2016)

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