Secondo l’agenzia di stampa internazionale Bloomberg 10 hedge fund avrebbe ritirato liquidità da Deutsche Bank e ridotto la loro esposizione nei confronti dell’istituto di credito tedesco. All’origine della decisione le preoccupazioni sulla situazione finanziaria dell’istituto che, secondo il Fmi, ha nel suo portafoglio derivati pari a circa quindici volte il Pil tedesco. Non solo, il Dipartimento di Giustizia americano vorrebbe far pagare alla banca una multa da 14 miliardi di dollari per il suo coinvolgimento nella crisi dei mutui subprime. È la cifra più alta nei confronti di un singolo istituto, dopo i 16,6 miliardi imposti a Bank of America.

Si tratta di una crisi che come è facile immaginare getta nel caos l’intero settore bancario europeo. La Deutsche Bank è l’istituto a maggiore rischio del Vecchio Continente ed è una vera e propria bomba pronta ad esplodere. A percepirlo sono gli stessi mercati, che hanno fatto crollare le sue azioni già dal momento in cui il ministro dell’Economia Schauble aveva fatto intendere di essere pronto a correre in suo soccorso. Le azioni di Deutsche Bank sono scese infatti di oltre il 50% nell’ultimo anno: è difficile pensare infatti che l’istituto possa pagare una multa così ingente considerando che ha in pancia miliardi di titoli tossici che non possono essere quotati sul mercato. In Germania inoltre non è solo Deutsche Bank a soffrire: proprio ieri Commerzbank (la seconda banca tedesca) ha annunciato una ristrutturazione che costerà più di un miliardo e un forte taglio di posti di lavoro: ben 9.600 da qui al 2020.  Negli ultimi mesi, come riporta oggi Repubblica, sono aumentate le voci di nozze riparatrici tra i due più importanti istituti di credito tedeschi. I vertici delle due banche si sarebbero visti quest’estate ma avrebbero congelato i negoziati fino a fine anno. Commerz è partecipata al 15 per cento dallo Stato, da quando il precedente governo Merkel fu costretto a salvarla dopo il fallimento di Lehman Brothers.

Lo scenario economico-finanziario che si prospetta in Europa tende quindi al peggio. Così gli Stati saranno costretti a intervenire per salvare un sistema bancario sempre sull’orlo del collasso. Vi è poi da considerare che in Europa il salvataggio di una banca è oggi più complicato rispetto al passato grazie alle regole del cosiddetto “bail-in”, che prevedono che i detentori delle obbligazioni delle banche siano i primi ad essere chiamati a pagare.

(com.unica, 30 settembre 2016)

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