[ACCADDE OGGI]

Sono le 3.30 del mattino del 28 settembre 2003 e naturalmente tutti gli italiani dormono ad eccezione di gran parte dei cittadini romani che festosamente si sono riversati nelle strade del centro per partecipare alla “notte bianca” che invece a loro insaputa diventerà la notte nera e buia.

Si saprà dopo, molto dopo a Roma e incredibilmente moltissimo dopo nel resto del Paese, che, un guasto alla rete elettrica nazionale originatosi per la caduta di un albero sui tralicci dell’alta tensione che dalla Svizzera portano la corrente in Italia, è la causa primaria del black out dell’energia elettrica nazionale. Il più grande black out della nostra storia mai verificatosi in precedenza, nemmeno nel periodo bellico quando il pauroso urlo delle sirene avvisatrici di imminenti piogge di bombe imponeva lo spegnimento delle luci che però venivano riaccese quando le stesse sirene avvisavano dello scampato pericolo. Invece, no. Quella notte del 28 settembre di tredici anni fa, grazie a Dio le sirene non urlarono e le bombe non caddero ma le luci che nessuno aveva provveduto a spegnere si spensero inavvertitamente e non si riaccesero più.

Come detto l’Italia intera ad eccezione della Sardegna che all’epoca era scollegata dalla rete nazionale di distribuzione elettrica entrò nel panico, soprattutto Roma dove 30.000 passeggeri a bordo di 110 i convogli rimasero inghiottiti nel buio dei tunnel della metropolitana, per non parlare del treno della tratta Torino-Palermo bloccato per 24 ore nella stazione di Capaccio Scalo, in provincia di Salerno, ma le morti a causa del buio, ben quattro, si registrarono tre in Puglia e una a Treviso.

Naturalmente seguirono giorni e giorni di interminabili polemiche sulle cause del disastro e il ritorno della luce non servì a fare reale chiarezza su quello che realmente era accaduto. Fu realmente l’albero caduto in Svizzera a far precipitare l’Italia nel buio, o la mancata erogazione della corrente sostitutiva dalla Francia, oppure, come sostengono i francesi, il cattivo funzionamento degli impianti di riattivazione energetica dovuto alla logora e vecchia impiantistica italiana? Nessuna risposta certa si è avuta sull’argomento e resta la bruciante consapevolezza della nostra dipendenza estera in materia energetica.

Oggi che è un gran parlare di Fertility Day va curiosamente rivelato che nessuna casistica ha registrato una impennata delle nascite in conseguenza di quella notte di buio del 28 settembre 2003. Per la verità nemmeno il tanto canzonato boom delle nascite del black out newyorchese del 1965 è confermato. Si vede che anche per certe cose la luce aiuta.

(Franco Seccia, com.unica  28 settembre 2016)

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