Dal G20 di Hangzhou i vertici della Ue lanciano l’allarme: la capacità di accoglienza di nuovi immigrati da parte dell’Europa è “vicina al limite”. Nel corso di una conferenza stampa che ha preceduto l’inizio del vertice, il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, e della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, hanno sottolineato la necessità che il G20 offra più risposte alla crisi del rifugiati, visto che l’Europa ed alcuni Paesi della zona hanno fatto un sacrificio «sproporzionato». «È una sfida globale che richiese soluzione globale», ha detto Tusk, ricordando che i meccanismi per superare questa crisi «stanno arrivando al limite».   

Al G20 la Brexit è tornata al centro dell’attenzione. Il presidente della Commissione UE Juncker, rispondendo ad una domanda specifica nel corso dell’incontro con la stampa ha detto: «Gli inglesi hanno votato. Noi rispettiamo quel voto: non significa la fine dell’Ue e del percorso di costruzione a 27. Noi non diventiamo nemici della Gran Bretagna che è e resta un partner vicino per molte ragioni». Lo stesso Tusk, ha voluto ribadire la posizione «cristallina» dell’Europa: «nessun negoziato prima della ratifica» dell’uscita. «Dobbiamo proteggere gli interessi dei paesi che vogliono stare e rimanere nell’Unione non di quelli che vogliono lasciare».

Si tratta di un tema che non coinvolge solo i paesi europei. Tokyo infatti ha lanciato un duro avvertimento a Londra: se il governo inglese non si impegnerà a “minimizzare” gli effetti dell’uscita dalla Ue, le imprese giapponesi potrebbero lasciare il territorio britannico. 

Nella bozza finale del G20 i leader mondiali si impegnano a “stimolare una crescita inclusiva, solida, sostenibile e l’occupazione”. C’è anche l’invito ad approfondire i legami tra “riforme strutturali, commercio, investimenti e Pil”. Anche contribuendo ad aumentare la “percezione delle persone sui benefici di commercio e investimenti”. Questo richiamo alle riforme è stato al centro dell’intervento conclusivo del presidente del Consiglio Matteo Renzi nel suo intervento durante i lavori: “È importante che le riforme”, anche nel settore della finanza, “calino nella realtà quotidiana delle persone”, ha affermato sottolineando la “crescente sensazione di sfiducia da parte dei cittadini, in particolare delle classi medie, nei confronti della finanza”.

(com.unica, 5 settembre 2016)

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