L’Iran concede alla Russia l’uso delle basi nel Paese per gli attacchi in Siria. È la prima decisione del genere dalla rivoluzione del 1979, fa notare oggi il Guardian. Il ruolo di Mosca nel Medio Oriente diventa così ancora più influente e decisivo.

Già nella giornata di ieri un numero imprecisato di bombardieri a lungo raggio, tra cui gli aerei da guerra Su-34 e Tu-22M3 sono decollati da una località nei pressi di Hamadan, città che si trova nella parte occidentale dell’Iran, per puntare verso le postazioni dell’Isis dislocate vicino ad Aleppo. Nel corso dei bombardamenti 19 civili sono stati uccisi (tra cui tre bambini), secondo quanto riferito da un gruppo di attivisti per i diritti umani siriani in esilio nel Regno Unito.

Al-Masdar, un sito web di notizie che copre i conflitti nel mondo arabo, ha appena pubblicato una serie di foto di aerei da guerra russi nella base aerea Hamadan, sostenendo che avere una rampa di lancio in quel luogo permette di abbreviare il tempo di volo verso obiettivi siriani del 60%. La distanza di questi voli dalla base aerea russa è pari a circa 2150 km (1.340 miglia) per raggiungere un obiettivo strategico vicino a Palmyra. La base aerea di Hamadan in Iran è invece di circa 900 chilometri da Palmira. Al-Masdar ha anche aggiunto che la base aerea di Latakia, in Siria, non era adatto per ospitare grandi bombardieri come il TU-22M3.

Com’era facile prevedere il dispiegamento di aerei russi sul suolo iraniano è stato accolto tutt’altro che positivamente dagli Stati Uniti. Il portavoce del Dipartimento di Stato Mark Toner ha dichiarato che gli Stati Uniti stavano esaminando se la mossa avesse violato la risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite 2231, che vieta la fornitura, la vendita e il trasferimento di aerei da combattimento in Iran. Lina Khatib, capo del programma Medio Oriente e Nord Africa ha detto al think-tank Chatham House che l’uso di una base iraniana da parte della Russia è stata una mossa tattica con lo scopo di aumentare l’efficienza delle operazioni aeree della Russia in Siria. “Tutto questo – ha aggiunto – avviene sulla scia della rottura dell’assedio di Aleppo, che è stato imbarazzante per la Russia e l’Iran e il regime siriano dei ribelli”. In altri termini il conflitto siriano permette a Iran e Russia di aumentare la loro influenza internazionale, quindi la loro partnership rimane pur sempre un accordo di convenienza, piuttosto che una forte alleanza politica.

Il capo del consiglio supremo di sicurezza nazionale dell’Iran, Ali Shamkhani, ha confermato i rapporti con la Russia. “Teheran e Mosca hanno sviluppato una cooperazione strategica nella lotta contro il terrorismo in Siria e ci sono le condizioni per consolidare questa collaborazione”, ha detto Shamkhani all’agenzia di stampa iraniana Irna. Secondo le forze governative iraniane il coinvolgimento del paese in Siria e in Iraq sarebbe avvenuto su un invito partito dai loro governi centrali ed è rivolto esclusivamente a combattere l’Isis. Tuttavia, molti osservatori critici sottolineano come la Siria abbia un’importanza cruciale per l’Iran, perché darebbe a Teheran accesso fisico al Libano: un obiettivo strategico per i leader iraniani a causa della sua posizione geografica rispetto a Israele.

(com.unica, 17 agosto 2016)

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