In Siria i ribelli anti governativi sostengono di aver rotto l’assedio nel nord della città di Aleppo. Una vittoria simbolica contro Assad che, se confermata, potrebbe mettere in discussione i colloqui di pace fissati a fine mese. C’è stata una battaglia particolarmente cruenta tra ribelli per il controllo dell’Accademia militare e si apprende che le forze anti-Assad hanno conquistato la cittadina di Manbij, potente roccaforte dell’Isis a 120 km a nord-ovest della capitale del sedicente califfato, Raqqa, e ora starebbero rastrellando la città alla ricerca degli ultimi jihadisti.

Secondo l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, un’organizzazione dell’opposizione non radicale in esilio a Londra, sono stati ben 500 i combattenti morti solo nel corso dell’ultima settimana. La maggior parte delle vittime appartenevano a Jaish al-Fatah, o Esercito della Conquista, coalizione di fazioni jihadiste in cui militano anche gruppi vicini a al-Qaeda. Hanno avuto la peggio – secondo quanto ha riferito il direttore dell’Osservatorio Rami Abdel Rahman – “a causa della superiorità aerea del regime e degli intensi bombardamenti da parte dell’Aviazione russa”, alleata dei lealisti.  

Sempre sul fronte Isis, secondo fonti locali e dell’intelligence irachena, il suo ultimo centro di potere è di fatto al confine tra Siria e Iraq e la nuova capitale dello Stato Islamico non sarebbe più Raqqa ma Al-Qa’im, in Iraq, a 20 km dal confine con la Siria. 

(com.unica, 7 agosto 2016)

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