In un’intervista al “Foglio” il padre gesuita Samir Khalil Samir, islamologo e docente al Pontificio Istituto Orientale di Roma, già consigliere di Benedetto XVI, interviene nel dibattito che è seguito all’attentato compiuto lo scorso 12 giugno a Orlando. E critica la posizione di Presidente Obama, che dopo la strage ha omesso di citare l’islam.

Ciò che è sicuro rispetto alla strage di Orlando, è che Barack Obama ha torto” – afferma senza mezzi termini. “La sparatoria di domenica notte con l’islam c’entra eccome, anche perché nell’islam l’omosessualità è una pratica assolutamente condannata”. Nella tradizione, cioè nei detti e nei fatti di Maometto, l’opinione maggioritaria è che l’atto omosessuale debba essere punito con la morte. Per lo studioso in questi casi occorre andare alla radice dei problemi senza badare a troppe distinzioni di lana caprina come quelle che cercano di proporre quegli uomini di governo preoccupati esclusivamente di tranquillizzare l’opinione pubblica fare. “Nell’islam – sottolinea – stiamo vivendo una fase di radicalismo e quotidianamente si insegna che queste pratiche vietate necessitano di un castigo per ritrovare l’autenticità del vero islam. La deriva radicale in cui siamo immersi si autodefinisce come l’autentico islam, mentre tutte le altre forme del credo musulmano sono viste come un qualcosa di influenzato dall’occidente corrotto”.

Ma qual è la soluzione? “Si tratta di ripensare e accettare le norme dell’etica, essenzialmente quelle contenute nella Carta universale dei Diritti dell’uomo, che i paesi musulmani – benché l’abbiano formalmente sottoscritta – non la applicano. Mi riferisco, a titolo di esempio, alla libertà di coscienza, che non è permessa. Infatti, se una persona in segreto abbandona l’islam, ciò è tollerato. Se lo fa pubblicamente, la pena è la morte. Ovunque”. L’obiezione è che anche nella Bibbia di violenza ce n’è, basti considerare intere pagine del Vecchio Testamento: “È vero, c’è scritto ‘occhio per occhio, dente per dente’. Ma poi – afferma l’islamologo – è venuto Cristo, il quale ha raccomandato di superare tutto attraverso il perdono. Ciò che voglio dire, è che qui c’è stato un progresso, abbiamo dovuto rileggere l’Antico Testamento alla luce del Nuovo. Ed è questo che manca oggi all’islam”.

(com.unica, 19 giugno 2016)

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