Nel nostro gruppo pareggiano Svezia e Irlanda, la Spagna supera di misura la Repubblica Ceca nel girone E

Parte nel migliore dei modi la nostra Nazionale, superando nella partita d’esordio proprio la squadra da tutti considerata la più forte del girone. Per una volta l’Italia non era data favorita nei pronostici della vigilia: la formazione del Belgio poteva disporre infatti di molta più qualità nei singoli, soprattutto a centrocampo. Ma come aveva imparato a sue spese in altre occasioni (vedi gli ultimi mondiali) nel calcio non sempre vince chi sulla carta è più forte ma chi dimostra di possedere più compattezza di gruppo, intelligenza tattica, concentrazione, un feroce agonismo e coscienza dei propri limiti. Tutte risorse sulle quali la squadra di Conte ha dimostrato di poter contare in quantità decisamente maggiore rispetto agli uomini di Wilmots, un po’ ad immagine e somiglianza del proprio tecnico.

Gli azzurri si sono presentati con la formazione annunciata alla vigilia, con il classico e collaudato 3-5-2 contrapposto al 4-2-3-1 dei belgi, che spesso diventava un 4-3-3 a seconda della posizione di Fellaini. Hanno dato subito l’impressione di coprire bene tutte le parti del campo, con due esterni molto larghi; e concedendo poco agli avversari, che nel primo tempo sono riusciti ad arrivare al tiro solo con due conclusioni dalla lunga distanza di Nainggolan. Nessuno degli azzurri brilla particolarmente – fatta eccezione per Bonucci – ma tutti si aiutano l’uno con l’altro in maniera esemplare. Così una volta conquistata palla nella propria metà campo danno il via a veloci ripartenze che spesso mettono in difficoltà la difesa belga. Dicevamo di Bonucci, “costretto” a fare il regista arretrato in quanto De Rossi era sempre marcato da Fellaini appena riceveva il pallone davanti alla nostra difesa, che ha dimostrato di saperlo fare in maniera sorprendente e illuminante. Proprio da un suo lancio alla Pirlo da 40 metri del difensore bianconero è nato infatti il vantaggio azzurro al 32′: il pallone telecomandato è stato agganciato perfettamente da Giaccherini, scattato al momento giusto in area, e poi scaraventato in rete da pochi passi alle spalle dell’incolpevole Courtois. Sulle ali dell’entusiasmo l’Italia trova la forza di spingere ancora e prima della fine del tempo va vicina al gol in altre due occasioni: prima con un diagonale di Candreva, ben respinto dal numero uno belga e soprattutto con un colpo di testa di Pellè a portiere battuto, che però sbaglia la mira a pochi metri dalla porta.

Nella ripresa l’Italia si ripresenta con la stessa determinazione del primo tempo e riesce a non farsi schiacciare nella propria area. Il Belgio ha la prima vera palla gol della partita al 10′ su azione di contropiede. Darmian perde palla in maniera banale vicino all’area avversaria e favorisce una velocissima ripartenza del Belgio: De Bruyne lancia Lukaku che si presenta a tu per tu con Buffon ma per nostra fortuna sbaglia la mira, con la palla che passa a pochi centimetri dal palo. Il Belgio nei minuti successivi riesce quindi ad essere più incisivo grazie soprattutto agli ingressi in attacco di Origi e di Ferreira Carrasco. In nostri però non si disuniscono e, pur con molta fatica, resistono alle folate offensive del Belgio. Si soffre, con il pallone che balla più volte vicino alla porta azzurra, ma non si rinuncia al contropiede, che riesce soprattutto nei minuti finali quando gli uomini di Wilmots si riversano tutti nella nostra metà campo. E così l’Italia va vicinissima al raddoppio prima con Pellè e con il nuovo entrato Immobile, a cui dice di no Courtois con due interventi prodigiosi. Il portiere belga però non può far nulla quando lo stesso Pellè finalizza al volo l’ultima ripartenza nei minuti di recupero. Alla fine grandi festeggiamenti in campo e negli spalti. Siamo primi nel girone, prossimo appuntamento venerdì prossimo contro la Svezia.

Le altre partite

Finisce 1-1 la sfida tra Svezia e l’Irlanda nella prima partita del girone E, quello che comprende anche Italia e Belgio. Nel primo tempo le squadre si mostrano contratte, anche se è l’Irlanda a rendersi più pericolosa. Soprattutto al 33′ quando Hendrick colpisce la traversa con Isaksson battuto. Nella secondo tempo è Hoolahan, il migliore dei suoi, a sbloccare la partita al 48′ con uno splendido destro di controbalzo. Solo dopo aver subito il gol la Svezia dà segni di ripresa e ottiene la rete del pareggio al 71′ grazie a un autogol di Clark su un tiro-cross di Ibrahimovic ben servito di tacco da Guidetti.

A Tolosa esordio della Spagna che però si deve accontentare di uno striminzito 1-0 per regolare la Repubblica Ceca grazie a un gol di testa di Piqué su cross di Iniesta a tre minuti dalla fine. Il match era valido per la prima giornata del gruppo D. Solito gioco manovrato e gran possesso palla degli uomini di Vicente Del Bosque che vanno vicinissimi al gol in numerose occasioni. La Repubblica Ceca è stata tenuta a galla dalle parate dell’ottimo Cech, soprattutto con due grandi interventi nel primo tempo su Morata. Migliore in campo Iniesta, anch’egli vicinissimo al gol all’80’, che si vede respingere una conclusione a colpo sicuro; sulla ribattuta Limbersky salva su Thiago Alcantara. La Spagna rischia poi la beffa nel finale quando De Gea deve opporsi al 92′ a una conclusione pericolosa di Darida. Spagna prima nel girone con la Croazia.

(Sebastiano Catte com.unica 13 giugno 2016)

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