Sono sconfortanti i dati Eurostat (relativi al 2014) sulle risorse investite alla voce scuola-cultura: l’Italia si colloca in fondo alla graduatoria europea.

All’ultimo posto per percentuale di spesa pubblica destinata all’educazione (7,9% nel 2014 a fronte del 10,2% medio Ue) e al penultimo per quanto destinato alla cultura (1,4% a fronte del 2,1% medio Ue). Secondo i dati Eurostat sulla spesa governativa, suddivisa per funzione, è più alta della media la percentuale di spesa per la protezione sociale (41,8% a fronte del 40,2% dell’Unione Europea a 28 paesi membri) e per quelli che vengono chiamati “Servizi generali”. Ma se si guarda alla percentuale sul Pil – rileva l’Eurostat – la spesa italiana per l’educazione è al 4,1% a fronte del 4,9% medio Ue, dopo la Romania (3%) e insieme a Spagna, Bulgaria e Slovacchia.

Il premier Renzi ha scritto a “Repubblica” una lettera in cui ribadisce che “il tema dell’Università, della formazione e dell’investimento in innovazione e ricerca è quantomai all’ordine del giorno”, e cita alcuni provvedimenti già presi, tra cui i 56 milioni di risorse per borse di studio per l’Università inseriti nella Legge di stabilità, la revisione dei criteri d’accesso e lo sblocco degli stipendi per docenti universitari dopo anni. E sottolinea che nella spesa per la ricerca pubblica c’è effettivamente un divario con gli altri Paesi, ma più contenuto rispetto alle spese generali: “Un divario che in ogni caso il governo è determinato a colmare, partendo proprio dal nuovo Programma nazionale per la ricerca (Pnr) 2015-2020, su cui abbiamo mobilitato circa 500 milioni di risorse aggiuntive, portando le risorse totali a 2 miliardi e 429 milioni soltanto nel primo triennio”.

Nell’istruzione la spesa è allineata alla media europea per quanto riguarda l’educazione primaria, un po’ più bassa per l’educazione secondaria e invece molto inferiore per l’educazione terziaria, con cui si intendono sia l’educazione universitaria che quella post universitaria, e la ricerca. Come spiega Repubblica la spesa in percentuale sul Pil nell’educazione terziaria è allo 0,8% in media Ue e allo 0,3% in Italia mentre se si guarda alla percentuale sulla spesa pubblica l’UE si attesta in media sull’1,6% e l’Italia sullo 0,7%. Nella spesa per l’istruzione terziaria il nostro Paese è fanalino di coda, lontanissimo dai livelli tedeschi (0,9% sul Pil e 2% sulla spesa pubblica).

(a.t. twitter @atrevesmoked/com.unica. 1 aprile 2016)

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